Comune Vibo, tensioni nella maggioranza: tre suoi consiglieri pronti ad "abbandonare" Costa
Difficile da ricomporre la frattura creatasi tra le fila de "La città che Vorrei". Si va verso un nuovo gruppo consiliare
Sembrano ormai ai ferri corti il sindaco di Vibo Valentia ed alcuni esponenti del suo principale gruppo di riferimento in Consiglio comunale. Dissapori, quelli maturati tra le fila de “La città che vorrei”, destinati a tradursi in una possibile e, a quanto pare, ormai inevitabile spaccatura interna. Nel silenzio e nella calma solo apparente dei giorni che hanno seguito il tentativo fallito di dar vita alla Confederazione tra gli esponenti in Consiglio del gruppo del primo cittadino ed Antonio Schiavello (l’unico eletto della compagine “Territori e Libertà”), si è fatto strada, sempre più convintamente, il proposito di dividere la compagine di diretta espressione dell’attuale capo dell’amministrazione comunale.
Il passo indietro. La clamorosa retromarcia (sulla nascita della Confederazione) innestata dal sindaco - dopo essere stato pesantemente redarguito dai gruppi “politici” della maggioranza - avrebbe scavato un solco profondo tra Costa ed alcuni dei suoi sostenitori oltre che tra gli stessi eletti. Tanto che i pontieri, a lavoro da oltre due settimane, stanno provando senza esito a riportare armonia tra i cinque componenti della lista costruita a sua immagine meno di un anno addietro dal primo cittadino.
La triade. Giuseppe Policaro, Giuseppe Muratore e Maria Rosaria La Grotta - da quanto riferisce questa mattina la Gazzetta del Sud - sembrerebbero infatti decisi a dar vita ad un gruppo autonomo. Da qui a qualche giorno, potrebbe vedere la luce una nuova forza destinata ad affiancarsi alle altre già esistenti dentro la maggioranza. Resta da comprendere – ed è di questo che si sta discutendo - se l’idea verrà sposata dalla triade Policaro-La Grotta-Muratore nel suo insieme, senza passi indietro di nessuno dei tre “ribelli”, molto corteggiati dagli altri leader del centrodestra e non solo.
La prospettiva incerta. Di certo, qualora tale eventualità dovesse concretizzarsi, la maggioranza si troverebbe ulteriormente divisa e ancor più eterogenea. A prendere forma sarebbe un altro “soggetto” destinato a complicare non poco la vita al timoniere di una nave la cui solidità appare tutt'altro che scontata.
