Vibo Valentia ha tirato fuori il suo grande cuore. La città è sconvolta, non si rassegna. L’assurda, improvvisa e immatura morte di Francesco Mirabelli è una gran bella chiamata a pregare insieme per l’anima di questo piccolo guerriero dei nostri tempi che se ne è andato consegnandoci un significativo messaggio: volersi bene tutti per essere tutti uguali davanti a Dio e guardare verso il mondo della sofferenza, dei deboli, dei fragili e degli emarginati. Francesco, alla fine, ci ha salutati tutti, uno per uno. Ci ha voluti tutti attorno per dirci che voleva diventare l’ideale strada di una nuova presa di coscienza, della riabilitazione, della conciliazione. Il suo sacrifico vuole essere un invito alla società a vivere meglio il cammino della speranza.

Chi riuscirà a dimenticarlo il “gioiellino” di casa Mirabelli – Giofrè, oggi eletto il “gioiellino del cuore” della città, delle famiglie tutte? Come si farà a non ricordarlo incontrando Laura e Raffaele? Il sindaco Enzo Romeo ha interpretato come si deve questa necessaria forza di condivisione dello stato d’animo di una città caduta improvvisamente nella disperazione e che ha messo a dura prova la serenità e pace di una famiglia unita, tutta di un pezzo, voluta bene, colpita in uno dei suoi più affetti più cari. Ha proclamato il lutto cittadino, un invito a non perdere l’effetto di questo devastante momento atto a riflettere ancor di più sui valori della vita.

Indubbiamente il sacrificio di Francesco ci ha permesso di capire quanto siano concrete le speranze che l’Ospedale di Vibo Valentia, rispetto a quanto diversamente, spesso, affermato, può curare bene il paziente anche nelle emergenze più gravi e che non è giusto declassificarne la funzione.

La Chiesa, infine, attraverso il Vescovo della Diocesi, Attilio Nostro, si è rivelata di grande aiuto per la famiglia e per la città trasmettendole il dono della tranquillità, pace e consapevolezza. Il Vescovo Attilio Nostro è stato a Roma ad accogliere Francesco, a seguirlo nel calvario finale, in costante interlocuzione con i medici, invitando tutti alla preghiera.

Francesco, dai pace a Mamma Laura e Papà Raffaele, a nonno Francesco ed in particolare ai nonni Franco e Delia che ti hanno seguito nei momenti più festosi seguiti al tuo arrivo. Dai pace a zii e cuginetti, ai parenti tutti, che avevano sognato con te percorsi bellissimi.

Peppe Sarlo