"Meglio figlio 'ndranghetista che gay", litiga con i genitori e tenta il suicidio
"Meglio avere un figlio ‘ndranghetista o drogato che gay", queste le pesantissime parole che hanno spinto un giovane di Torino a tentare il suicidio nei giorni scorsi gettandosi dal sesto piano del palazzo dove vive con la famiglia che non accetta la sua omosessualità. A raccontarlo è lo stesso 28enne salvato dai poliziotti della questura del capoluogo piemontese che lui stesso aveva chiamato prima di minacciare il suicidio dieci giorni fa. Un gesto che appariva tutt’altro che una minaccia visto che il ragazzo si è anche sporto al di là della ringhiera del balcone dell'appartamento in uno stabile del quartiere Mirafiori.
“Ho anche una lettera in cui minacciano di buttarmi fuori di casa, di cambiare le chiavi. E di denunciarmi, non so neppure per cosa” ha rivelato il 28enne al Corriere della sera. Mia madre mi ha detto ‘Io non ti voglio al mio fianco, nella mia vita, quando starai con un uomo’. Mio padre che è un ex poliziotto ha detto che avrebbe preferito avere un figlio ‘ndranghetista o drogato, piuttosto che gay” ha raccontato il ragazzo che ora cerca aiuto per individuare una nuova sistemazione.
