Sul territorio operavano due associazioni criminali: una dedita al narcotraffico e l'altra al traffico di armi, anche da guerra. Gli appartenenti al gruppo, infatti, avevano la disponibilità di un arsenale micidiale di armi destinato alle cosche di ‘ndrangheta del di Catanzaro. A svelare i dettagli dell'operazione della Polizia di Stato, che questa mattina ha portato al fermo di 20 persone nella città capoluogo di regione, è stato il procuratore facente funzioni della Procura di Catanzaro Vincenzo Capomolla.

Il magistrato, nel corso di una conferenza stampa, ha parlato di "contesto preoccupante", del sequestro di numerose armi e di "meccanismi collaudati di custodia nei bidoni interrati. Parliamo di armi con potenza micidiale, armi lunghe, fucili mitragliatori e armi da guerra". Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno fatto luce sui canali di approvvigionamento e spaccio di droga sui canali del Catanzarese ma anche Vibonese. "L’indagine - ha aggiunto Capomolla - nasce dalle investigazioni per individuare un soggetto coinvolto in “Rinascita-Scott” che aveva trovato una rete di protezione della sua latitanza nel Catanzarese.

I nomi dei fermati.
Giuseppe Caliò (24 anni)
Rosario Nuccio Caliò (38 anni)
Giuseppe Caroleo (51 anni)
Lorenzo D’Elia (47 anni)
Vittorio Falvo (33 anni)
Loredana Ferraro (25 anni)
Vittorio Gentile (50 anni)
Emanuele Le Pera (28 anni)
Marco Riccelli (35 anni)
Domenico Rizza (68 anni)
Vincenzo Rizza (40 anni)
Raffaele Iiritano (55 anni)
Sergio Rubino (47 anni)
Giampaolo Tripodi (35 anni)