Banco alimentare, 114mila calabresi vivono in stato di deprivazione o povertà
Oliverio: "Occorre mettere in atto leggi, iniziative e misure in grado di dare risposte urgenti e concrete a questa domanda di aiuto sempre più larga"
Il Presidente della Giunta regionale Mario Oliverio è intervenuto ieri sera al convegno svoltosi presso l’auditorium “Giovanni Paolo II” di Rende sul tema: “Oltre lo spreco, una rete di carità. 20 anni di Banco Alimentare della Calabria". Nel corso del convegno sono stati illustrati i motivi che hanno spinto, vent'anni fa, uno gruppo di giovani, uomini e donne calabresi a dar vita all'avventura del Banco Alimentare.
“La vostra – ha detto Oliverio - è una esperienza insostituibile, soprattutto in una regione come la Calabria in cui le già difficili condizioni di povertà e di sofferenza in questi anni si sono ulteriormente allargate ed aggravate. Il Banco Alimentare spesso arriva laddove non riescono ad arrivare le istituzioni. Per questo motivo la sua missione deve essere sostenuta ed incoraggiata ad ogni livello. Io ho sempre creduto a questa funzione e, da Presidente della Provincia di Cosenza, ho fatto quanto era nella possibilità dell’ente, facendo in modo che esso assumesse cinquemila metri del Comac di Montalto Uffugo da mettere a disposizione del Banco per lo stoccaggio e la distribuzione degli alimenti. Anche dalla guida della Regione ho prestato e continuerò a prestare attenzione al Banco Alimentare e farò di tutto perché i locali del Comac rimangano nella disponibilità dello stesso. Non ci può essere procedura fallimentare che possa far fallire una missione così alta ed importante. Faremo quanto è nelle nostre possibilità per evitare che ciò accada e, anzi, utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione perché quei locali siano strutturalmente messi nella disponibilità del Banco Alimentare”.
“Le 114 mila persone che, soprattutto in questi anni di crisi, si sono rivolte a voi - ha aggiunto il Presidente della Regione - sono il sintomo più evidente dell’aumento della povertà e della marginalità nella nostra regione. E’ chiaro che una politica di contrasto a questi fenomeni non può essere delegata solo al Banco Alimentare. Occorre mettere in atto leggi, iniziative e misure in grado di dare risposte urgenti e concrete a questa domanda di aiuto sempre più larga".
