Non cambia di una virgola la sentenza pronunciata dalla Corte d'Assise d'Appello di Messina che conferma il carcere a vita per Antonio De Pace, autore dell'uccisione della fidanzata Lorena Quaranta, la studentessa di Medicina, originaria dell'Agrigentino, uccisa nel marzo 2020, in piena pandemia. Confermato pure il risarcimento per le parti civili in particolare i familiari difesi dall’avvocato Giuseppe Barba, il Cedav rappresentato dall’avvocata Maria Gianquinto e per un’altra associazione antiviolenza «Una di Noi» rappresentata dall’avvocata Cettina Miasi il cui appello è stato accolto.
De Pace, infermiere calabrese all’epoca era fidanzato di Lorena, in primo grado era stato condannato all’ergastolo. Nel processo d’appello la procura generale aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche. Lorena è stata uccisa probabilmente al culmine di una violenta lite scoppiata nella villetta di Furci Siculo dove i due fidanzati convivevano. Era stato lo stesso De Pace a chiamare i carabinieri dopo aver tentato il suicidio.