Migliaia di fedeli presenti a Paravati per il 93esimo anniversario della nascita della mistica.  Prosegue il dialogo tra monsignor Renzo ed il Consiglio d'amministrazione della Fondazione

Oltre tremila pellegrini, forse più, hanno partecipato ieri pomeriggio a Paravati alla celebrazione religiosa per il novantatreesimo compleanno di Mamma Natuzza. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotra-Tropea monsignor Luigi Renzo. Insieme a lui hanno concelebrato anche padre Michele Cordiano e don Francesco Sicari, due dei sacerdoti che si erano dimessi dal cda della fondazione su richiesta del vescovo.

Il messaggio del vescovo. “Carissimi, benvenuti e grazie per la vostra presenza – ha esordito nella sua omelia il presule - segno prezioso del vostro attaccamento a Mamma Natuzza, malgrado i venti di tempesta di questi ultimi giorni. A riguardo vi dico che siamo sulla buona strada per arrivare ad una soluzione rispettosa delle parti e di questo ringrazio anche il Consiglio di amministrazione per la disponibilità che sta mostrando. Lavorare insieme per la stessa causa fa bene a tutti. Per Natuzza, poi, dobbiamo essere pronti ad ogni sacrificio per un bene superiore, ricordando come lei sia stata capace di ogni sacrificio pur di vivere intensamente il suo amore a Gesù, al Cuore Immacolato di Maria, alla Chiesa, alle persone sofferenti nel corpo e nello spirito”.

Natuzza, Raggio potente di luce. Il presule ha, quindi, aggiunto che “Mamma Natuzza è stata in vita e resta ancora oggi un raggio potente di luce divina che non può spegnersi, anzi deve continuare a risplendere in ogni angolo ed in ogni zona d'ombra della nostra vita, soprattutto se vogliamo sentirci suoi figli, afferrati dal suo esempio e dalla sua testimonianza, capace di salire gioiosamente con Gesù sulla Croce”.

Analogie. Nel corso dell’omelia il vescovo ha poi sottolineato che ci sono delle analogie tra S. Massimiliano M. Kolbe, “martire dei nostri giorni, che S. Giovanni Paolo II ha proclamato santo 35 anni fa, nel 1982  e la vita di Natuzza. “P. Massimiliano, francescano conventuale polacco –ha ricordato il presule -era molto impegnato nel sociale e libero nel pensiero che manifestava attraverso la stampa. Nel febbraio 1941 per questo venne arrestato dalla Gestapo tedesca ed internato nel campo di concentramento ad Auschwitz. Qui morirà martire qualche mese dopo, il 14 agosto, appunto, fatto morire con un'iniezione di veleno dopo che era passato indenne nel bunker della fame. Aveva voluto prendere il posto di un padre di famiglia che i tedeschi avevano scelto a caso insieme ad altri nove, destinati alla morte come ritorsione per la fuga di un prigioniero dal campo. P. Kolbe davanti alla disperazione di quel padre di famiglia che lasciava moglie e figli, chiese ed ottenne di prendere il suo posto. Un atto eroico degno di un "martire dell'amore", come lo definì Paolo VI nel 1971 quando lo proclamò beato. E contemporaneamente alla vicenda di S. Massimiliano, a Paravati – ha proseguito il vescovo -Natuzza visse il suo martirio di amore, in obbedienza al vescovo Paolo Albera che la fece internare in manicomio a Reggio Calabria. Conosciamo la storia e l'umiltà con cui Natuzza seppe affrontare e sopportare quel momento difficile della sua giovinezza: all'epoca aveva solo 17 anni. Mi piace sottolineare questa vicinanza nella vicenda di questi due "raggi di Luce" apparsi contemporaneamente in quel mondo di barbarie e di atrocità inaudite. Ci aiutano certamente ad accendere ed alimentare spiritualmente la luce di Gesù, che ci portiamo dentro e che dobbiamo tenera alta perché tutti ne siano illuminati per la gloria di Dio”.

Il vescovo nel ricordo di Mamma Natuzza, “che oggi facciamo affettuosamente nel giorno della sua nascita sulla terra” h poi chiesto la mistica rappresenti “la stella polare e di orientamento per arrivare anche noi alla meta del cielo. Lasciamoci guidare la lei, lasciamoci condurre per mano, tranquilli e sicuri sotto la sua guida e sotto il manto del Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime. Saranno loro a provvedere a tutto, allontanando ogni angustia e difficoltà e venendo prontamente in soccorso alle nostre necessità corporali e spirituali”.

Cda rinviato. Poco prima della celebrazione si doveva anche tenere la riunione del consiglio d’amministrazione della fondazione per definire “le linie da seguire”, dopo l’apertura del dialogo con il vescovo, ma è stato rinviato a domani.

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