La Calabria saluta l'arrivo di Matteo Renzi, contestazioni e ascolto tra i "binari"
Da Reggio Calabria a Catanzaro. Partita la prima giornata del tour in treno del segretario del Partito democratico. Il suo viaggio toccherà Rosarno e Ricadi
È arrivato in Calabria il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi che con una visita al Parco lineare Sud di Reggio Calabria, ha dato il via alla sua seconda settimana di tour in treno. Ad accompagnarlo il sindaco Giuseppe Falcomatà e parlamentari del Pd; quindi, l’arrivo in stazione, da dove il treno, che oggi toccherà diverse tappe in Calabria. Non solo sostenitori e applausi, comunque, per Renzi che era atteso fuori dalla stazione da un gruppo di contestatori di Fratelli d'Italia e dei vigili del fuoco precari.
In viaggio. Prosegue, comunque, il giro tra le stazioni da Reggio a Rosarno e Ricadi. Quindi, si proseguirà nel pomeriggio verso Cirò e a Catanzaro lido per la presentazione dei lavori realizzati grazie al patto per la Calabria sulla linea ferroviaria Catanzaro-Crotone; per chiudere la giornata a Paola.
Il segretario. Ha ascoltato le diverse rimostranze, prime tra tutte quelle dei Vigili del fuoco – invitati a salire sul treno - che hanno spiegato quale è la situazione che i precari - 900 in Calabria e in tutto 15 mila in Italia – stanno vivendo e motivo per cui hanno chiesto l’assunzione anche per come la Risoluzione Fiano prevede. In questa direzione, Renzi avrebbe preso l’impegno a parlare del problema con il ministro Minniti, e di avere già discusso della questione con il ministro Madia, e probabilmente all'interno della legge di stabilità vi sarà un provvedimento. Una parentesi del segretario, poi, anche sulla “sofferenza” del Sud e sul motivo del suo viaggio per mettersi in “ascolto”.
Rosarno. Con un gruppo di cittadini a Rosarno, poi, ha parlato di lavoro, pensioni e ha sottolineato: “Oggi faccio tre ore di treno da Catanzaro a Cirò. Io in tre ore, faccio Roma-Firenze-Roma con l’alta velocità”.
Le reazioni. “Il segretario del Pd Matteo Renzi, nella improbabile veste di futuribile capo del Governo, è in tour elettorale in Calabria per ricucire il suo sfilacciato partito, prima causa dell’incapacità di governo in cui versa la nostra regione”. Lo afferma in una dichiarazione il presidente di Forza Italia a palazzo Campanella, Alessandro Nicolò che aggiunge: “Renzi ormai sta tentando sforzi messianici per rimettersi in gioco dopo le costanti e pesanti sconfitte subite, a partire dalla consultazione referendaria da lui voluta con ostinazione lo scorso anno, fino alle batoste elettorali alle amministrative del mese di giugno. Eppure aveva annunciato nella sua stagione di governo mirabolanti – afferma Alessandro Nicolò - ‘Masterplan per il Mezzogiorno’, risoltisi poi in un ben più limitato decreto, di rilancio della ‘questione meridionale’, senza spiegare dove siano a tutt’oggi impegnati i capitali per dare corso a queste roboanti promesse, eccetto qualche provvidenza di natura elettorale, nella Finanziaria 2018. È sorprendente, dunque, non cogliere nel tour renziano un’esigenza tutta sua, del segretario del Pd, di piazzare qualche toppa qui e là in giro per l’Italia, forse un tentativo quasi disperato, di riaccendere i riflettori dell’opinione pubblica sul suo partito, balcanizzato in mille rivoli, mentre la Calabria e l’Italia galleggiano in una sorta di limbo senza l’indicazione di una strada per agganciare davvero il treno dello sviluppo, tanto decantato, ma che finora fa segnare appena qualche decimo di punto di crescita del Pil.”
L’affondo di Nicolò. “I dati Svimez – prosegue Alessandro Nicolò – relativi agli ultimi quindici anni, sono invece da allarme rosso, a fronte della sicumera del pensiero renziano e dei suoi sostenitori: il Sud e la Calabria nel periodo di tempo osservato, lasciano sul campo della crisi circa il 7% della ricchezza, a fronte, invece, per lo stesso periodo considerato, di una crescita media europea di quasi il 23%. A conti fatti, serviranno almeno altri dieci anni per il Mezzogiorno per recuperare i livelli di crescita e di reddito ante 2008. Eppure, da Roma in giù vivono quasi venti milioni di italiani e i senza lavoro sono il 50% sul totale, un numero che mette inquietudine e che avrebbe bisogno – sottolinea Alessandro Nicolò – di essere colmato con una seria programmazione che punti decisamente alla valorizzazione dei territori, in tutte le sue varianti. Forza Italia, da parte sua – conclude Alessandro Nicolò – continuerà in Consiglio regionale a lavorare con trasparenza di posizione e impegno per contribuire a dare risposte ai cittadini, per evitare che l’acuire dei problemi rompa la coesione sociale e il caos politico-istituzionale indotto dal centrosinistra in Calabria non inneschino pericolose reazioni di ribellismo di cui non ne abbiamo certamente bisogno”.
