Assente dal lavoro per quasi 50 settimane, indagato medico dell'ospedale di Catanzaro
I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, su disposizione della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo ai fini della confisca di euro 70.572,48, emesso dal gip del Tribunale, Paola Ciriaco, nei confronti di Romeo Carnevali, 69 anni, di Piombino, chirurgo maxillo-facciale dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Lo specialista è stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d’ufficio, accusato dagli inquirenti di essersi indebitamente assentato, in molte occasioni, dal posto di lavoro, maturando in meno di tre anni numerosissime assenze ingiustificate, regolarmente retribuite ma mai recuperate.
L'ipotesi accusatoria. I fatti risalgono agli anni tra il 2014 e il 2016, periodo nel quale Carnevali ricopriva l’incarico di direttore di struttura semplice del nosocomio catanzarese, prima di diventare direttore di una struttura operativa complessa dell’ospedale Pugliese-Ciaccio. Secondo le indagini, dirette dal pubblico ministero Stefania Paparazzo, con il coordinamento del procuratore aggiunto, Giancarlo Novelli, e del procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, lo specialista, pur presentandosi regolarmente in servizio, avrebbe svolto quasi sempre il proprio orario di lavoro in misura inferiore a quella d’obbligo, allontanandosi senza alcuna giustificazione e senza completare l’orario obbligatorio, previsto da contratto in 38 ore settimanali. Con questa condotta, il medico sarebbe arrivato a contabilizzare 1.804 ore di assenza ingiustificata dal posto di servizio, pari a oltre 47 settimane lavorative. Nel corso del tempo le strutture amministrative dell’azienda ospedaliera avevano avvisato lo specialista dell’ingente debito orario accumulato, ma ciononostante l’indagato non avrebbe adottato nessuna iniziativa per porre rimedio alla problematica.
Il sequestro. Tutte le prestazioni lavorative che secondo l'accusa non sono state eseguite avrebbero ricevuto comunque una regolare retribuzione - per un totale di 70.572,48 euro - cagionando quindi un ingente danno all’azienda ospedaliera, sia in termini economici che di efficienza complessiva, considerati i lunghi tempi di attesa per le prestazioni sanitarie in Calabria. Il sequestro, effettuato dai militari del Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, è stato eseguito sui conti correnti di Carnevali ed ha riguardato gli stipendi che secondo l'accusa sono stati indebitamente guadagnati dallo specialista. Sono in corso approfondimenti anche sulle strutture dirigenziali dell’azienda ospedaliera, con l’obiettivo di individuare eventuali responsabilità in capo ai superiori gerarchici del medico, per non aver impedito le sue condotte assenteistiche. Al termine delle indagini di polizia giudiziaria, d’intesa con la Procura della Repubblica, gli elementi accertati potranno essere comunicati anche alla Procura regionale della Corte dei conti, per i successivi accertamenti sull’eventuale danno erariale.
