Sono 4 gli indagati da parte della Procura di Napoli nell'ambito dell'inchiesta che ha consentito di fare luce sull'architettura della piattaforma informatica Exodus che avrebbe consentito di carpire in maniera illecita i dati di centinaia di utenti in tutta Italia. La Procura ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo della piattaforma informatica e delle aziende E-surv, ideatrice dell'applicazione e la Stm che si occupava della commercializzazione. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, la Esurv di Catanzaro, che per conto di svariate Procure italiane realizzava intercettazioni informatiche, anziché attenersi al proprio compito, attraverso società satelliti, carpiva informazioni sensibili al di fuori del controllo dei magistrati.

Secondo quanto scrive Repubblica tra gli indagati ci sarebbe anche un imprenditore calabrese. Si tratta di Giuseppe Fasano, titolare di ESurv, la società con sede a Catanzaro che ha progettato e sviluppato il software. L'indagine, partita da Napoli, è stata affidata dalla Procura partenopea agli specialisti del Cnaipic, del Ros e del Nucleo speciale tutela privacy e frodi della Guardia di finanza che hanno eseguito una serie di perquisizioni, sequestri e acquisizioni informative su tutto il territorio nazionale.

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