Omicidi Di Leo e Cracolici nel Vibonese, la Cassazione rispedisce gli atti al Tdl
Vagliate dai giudici del Palazzaccio le posizioni di altri due indagati. E per entrambi è stata annullata la custodia cautelare in carcere, provvedimento risalente allo scorso mese di gennaio
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio al Tribunale del Riesame il provvedimento di custodia cautelare in carcere per due indagati nell'ambito dell'operazione Conquista, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha fatto luce su due omicidi avvenuti anni addietro nel Vibonese: l'agguato mortale a Domenico Di Leo, per il quale è stato condannato ieri a 30 anni Francesco Fortuna ed a Raffaele Cracolici. I giudici hanno deciso di annullare e rinviare al Tribunale della Libertà le posizioni di Onofrio Barbieri di Sant'Onofrio, accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla modalità mafiosa, difeso dagli avv. Sergio Rotundo e Salvatore Staiano; e di Giuseppe Lo Preiato (difeso dagli avv. Sergio Rotundo e Giosuè Monardo) che risponde della tentata estorsione, anch'essa aggravata dalla modalità mafiosa nei confronti dell'imprenditore Pippo Callipo ed agevolazione della cosca.
Precedentemente, e solo in relazione all'omicidio di Domenico Di Leo, la Cassazione aveva accolto il ricorso per Domenico Bonavota (avv. Gennaro e Cantafora) annullando la misura con rinvio al Tribunale della Libertà.
