Disabile rapinato e ucciso in casa in Calabria: in appello i due presunti assassini (NOME)
La vittima, affetta da disabilità, fu uccisa in casa per un bottino di gioielli e Rolex rivelatisi falsi. Processo di secondo grado per un 21enne e un 22enne già condannati all'ergastolo
Si riapre in Corte d’Assise d’Appello il caso del violento omicidio di Przemyslaw Krzysztof Grudniewski, conosciuto da tutti nel quartiere Santa Caterina come “Cristian”. Il 59enne di origini polacche, stimato titolare di un autolavaggio e uomo affetto da disabilità, fu brutalmente ucciso nella sua abitazione di via Italia nella notte tra il 7 e l’8 marzo 2023.
Alla sbarra tornano i due principali imputati: un 21enne pakistano e un 22enne indiano, sui quali pende la condanna all'ergastolo inflitta in primo grado. Secondo l'impianto accusatorio, i due avrebbero agito in concorso con due minorenni e un quinto complice che, a oggi, non è ancora stato identificato.
La ricostruzione degli inquirenti delinea un piano criminale nato sotto il segno della cupidigia. Il gruppo avrebbe fatto irruzione nell'appartamento di via Italia, situato a pochi passi dall'attività commerciale della vittima, convinto di trovarvi un ingente tesoro: diamanti, grosse somme di denaro e una collezione di almeno dieci orologi Rolex.
Quello che doveva essere un colpo facile ai danni di un uomo fragile si è trasformato in un'aggressione mortale. L’ironia tragica della vicenda risiede nel bottino: i preziosi e gli orologi tanto agognati dai rapinatori si sono rivelati, a seguito degli accertamenti, dei semplici falsi di scarso valore commerciale. Un errore di valutazione che è costato la vita a un uomo indifeso e che ora potrebbe costare il fine pena mai ai suoi aguzzini.
Il processo d'appello dovrà vagliare le responsabilità individuali all'interno del commando. La difesa punterà a scardinare l'aggravante della crudeltà e a ridiscutere la dinamica dell'irruzione, nel tentativo di attenuare il verdetto pesantissimo del primo grado.
