LA TESTIMONIANZA | Il pittore ucraino da anni nel Vibonese: "Sentiamo le bombe, abbiamo paura"
Aveva lasciato la sua residenza calabrese di Stefanaconi, in provincia di Vibo Valentia, come ogni anno. Questa volta, Yuriy Kuku, noto nel Vibonese per i suoi dipinti prevalentemente di arte sacra, era tornato in Ucraina nel mese di dicembre, a pochi giorni dal Natale. Prima di partire, come sempre, aveva lasciato la sua inseparabile Renault Clio in garage, staccato la batteria per evitare che potesse consumarsi e salutato il suo proprietario di casa. Yuriy è da molti anni in Italia, taciturno, sempre sorridente, rispettoso, amico di tutti a Vibo e nei dintorni. Parte all'alba con i suoi attrezzi per fare ritorno al tramonto; coltiva la sua passione con una dedizione fuori dal comune, sa dipingere e restaurare come pochi; solo un paio di volte all'anno raggiunge la propria famiglia nell'Est, nel periodo estivo, invece, riceve le visite della moglie e dei parenti nel suo appartamento di Stefanaconi. Una vita da emigrato, solitaria, condotta però con straordinaria dignità.
"Ritornerò verso la fine di gennaio", aveva detto lo scorso mese di dicembre, il pittore, esperto di arte sacra ucraino che la gente apprezza e che nelle chiese della provincia di Vibo è un
a persona ben nota. Da settimane, però, di lui nessuno aveva più notizia e ieri, conoscendolo bene, abbiamo deciso di metterci noi in contatto con l'artista, dopo aver constatato che la situazione da quelle parti stesse degenerando.
"Yuriy, state bene? Dove vi trovate?". Qualche minuto di silenzio, poi il cellulare ha squillato. "Stiamo bene, per ora, grazie a Dio. Sono rimasto bloccato in Ucraina con la mia famiglia. Noi siamo in quattro e per fortuna abitiamo al confine con la Romania, dal lato opposto rispetto a quello con la Russia". Dunque, una zona ancora non colpita dai bombardamenti. "Al momento stanno bombardando - ha scritto Yuri - le città più grandi del Paese, Kiev è deserta, la gente scappa, ma non c'è almeno dalle mie parti un'invasione vera e propria. Le truppe russe sono ferme alla frontiera. Abbiamo tutti un grandissima paura". Dunque, un'area relativamente tranquilla, anche se la situazione potrebbe precipitare da un momento all'altro. E in questi casi, per chi vive a Sud, la Romania potrebbe essere il primo stato nel quale appoggiarsi e da lì raggiungere l'Occidente. "Speriamo rimanga tranquilla - chiosa il pittore ormai naturalizzato vibonese -. Stamattina sentivamo esplosioni, siamo pronti a correre nei rifugi al suono delle sirene...insomma, una situazione difficile anche perchè inizia a mancare tutto".
Da due giorni, Yuriy posta sulla sua pagina le immagini della guerra e i video delle truppe russe che si dispiegano in Ucraina. E non poteva mancare un dipinto sacro, con l'effigie della Madonna, intorno al quale soldati e civili pregano. "Tutti abbiamo bisogno - c'è scritto sulla pagina facebook - del suo aiuto".
La conversazione a un certo punto si interrompe, poi un ultimo messaggio: "Spero di rivedervi presto in Italia". Il pittore ucraino è profondamente rispettoso, parla da sempre con un filo di voce, dalle sue parole è comprensibile chiaramente che la sofferenza è grande. "Un abbraccio Yuriy, dacci notizie di te".
