I numeri sulle vaccinazioni nel Vibonese sono come i pesci dei pescatori: più se ne parla più le dimensioni aumentano. Alla conferenza stampa di giovedì scorso (ne abbiamo parlato QUI) il team dell'Asp di Vibo ha parlato per un'ora di circa 1000 somministrazioni al giorno. Alle domande dei giornalisti sul numero di vaccinazioni quotidiane che l'Azienda sanitaria intende garantire, però, sono scesi a 500, per poi poco dopo salire a "6-700". Il tutto, avevano affermato, per essere prudenti e tenere in conto anche eventuali problemi organizzativi, ritardi nelle consegne da parte della Protezione civile e qualunque altro inconveniente possibile.

Quest'oggi è invece arrivata la parlamentare vibonese Dalila Nesci, nel giro di un anno passata dal litigare con il M5S sulle rendicontazioni all'essere nominata sottosegretario del governo Draghi, a triplicare i numeri. "Breve visita al palazzetto dello sport di Vibo Valentia dove, grazie a Dio - scrive sulla propria pagina Facebook - la somministrazione dei vaccini funziona bene. Attualmente in questa provincia si arriva a una media di circa 800 dosi giornaliere ma si può arrivare fino a circa 1700 dosi già nei prossimi giorni e quindi, ora, possiamo parlare di buon modello organizzativo in relazione alla distribuzione di vaccini".

"Io ci sono e ci sarò nei prossimi mesi, lavorando fianco a fianco e tenendo alta l'attenzione affinché si possa uscire insieme da questa pandemia. La sanità calabrese eredita un triste passato e per questo, adesso, ogni sforzo, è da apprezzare. Affidiamoci ai criteri di valutazione dei commissari, io terrò altissima l'attenzione - conclude la Nesci - e i furbetti subiranno le giuste conseguenze ma ora vi invito a collaborare tutti perché nessuno si salva solo in un'emergenza sanitaria mondiale". L'augurio e la speranza è che si possa arrivare, veramente, a iniettare 1700 dosi di vaccini al giorno. Ma perchè questo gioco sui numeri? Perchè non si danno dati certi e sicuri, ai cittadini, ma si crea solo maggiore confusione? In un'emergenza sanitaria mondiale, ora più che mai, è tempo di far parlare i fatti e non le promesse. E soprattutto non fornire alla popolazione dati diversi ogni volta che si apre bocca, alimentando solo incertezza e sfiducia nei confronti delle istituzioni.