Sono tre gli avvisi di garanzia notificati ad altrettanti soggetti dalla Procura di Vibo Valentia in relazione ad una rapita avvenuta lo scorso 20 febbraio a Rombiolo  (dentro il bar-tabaccheria "Roxy Bar"). I destinatari del provvedimento sono: N.R. (30 anni, difeso dall'avvocato Demetrio Procopio), B. D. E. (23 anni, difeso dall'avvocato Santo Cortese) e lo stesso titolare dell'esercizio commerciale in questione R. A. (46 anni, difeso dall'avvocato Michele Pagnotta). I primi due in quanto autori materiali della rapina in danno di P. P. (22 anni), il terzo perché "pur essendo a conoscenza di elementi relative alla vicende delittuose, nonché l'autore del reato, aiutava i due indagati ad eludere le investigazioni dell'autorità giudiziaria o comunque a sottrarsi alle ricerche effettuate dalla medesima autorità".

I fatti. Il 20 febbraio del 2020, quando mancavano circa dieci minuti a mezzogiorno, la vittima si trovava all'interno del "Roxy Bar" al fine di acquistare un pacchetto di sigarette. All'atto del pagamento della consumazione e delle sigarette il denunciante aveva in mano 2.040 euro in contanti (tutti i suoi risparmi che portava sempre con sé perché non si fidava di lasciarsi a casa). In quel momento entrava nel locale N. R. (che si è dichiarato proprietario di una concessionaria di noleggio di autovetture ubicata nel Comune di Ionadi), che avrebbe invitato, con insistenza, la persona offesa ad uscire dall'esercizio commerciale, prospettando la necessità di parlagli. Di fronte al netto rifiuto di P.P. , avrebbe cominciato a colpirlo ripetutamente con dei pugni al viso, al fine di sottrargli le banconote e il telefonino. Successivamente anche B.D. E. avrebbe cominciato a colpire la vittima che, notando che N. R. aveva nella cintola una pistola, diminuiva la propria resistenza riuscendo a recuperare solo lo smartphone. La vittima chiamava, quindi, in soccorso lo zio C.A. (41 anni) che, abitando lì vicino, arrivava sul posto nel giro di qualche minuto. Motivo per cui i due aggressori lasciavano velocemente l'esercizio per salire su una autovettura Fiat 500, dove ad aspettarli c'era una terzo soggetto, e dileguarsi.