Un intreccio di clan calabresi e piazze di spaccio nella Capitale finisce sotto la lente del Tribunale di Roma. Nel processo “Aquila Azzurra bis”, il pubblico ministero Giuseppe Cascini ha chiesto 11 condanne per un totale di quasi 73 anni di reclusione e 200 mila euro di multa, sostenendo l’esistenza di legami tra le cosche calabresi e gli ambienti criminali romani.

Le richieste riguardano imputati vicini a Fabrizio Piscitelli, alias “Diabolik”, storico capo ultras della Lazio assassinato nell’agosto 2019, e alla cosiddetta “batteria degli albanesi” di Ponte Emilio.

Nel dettaglio, il pm ha avanzato: Antonio Callipari, 6 anni e 26mila euro di multa; Emiliano Caruso e Giuseppe Condello, 14 anni ciascuno; Andrea Deiana, 3 anni e 8 mesi e 16mila euro di multa; Fabrizio Giannetto, 6 anni e 26mila euro di multa; Fortunato Giorgio, 8 anni e 36mila euro di multa; Alessio Miranda, 4 anni e 20mila euro di multa; Francesco Nirta, 4 anni e 6 mesi e 20mila euro di multa; Antonio Romeo, 4 anni e 18mila euro di multa; Guido Strangio, 4 anni e 18mila euro di multa; Christian Testi, 4 anni e 8 mesi e 22mila euro di multa.

Le richieste di pena per altri imputati saranno presentate nella prossima udienza, fissata per il 24 ottobre 2025, mentre il processo prosegue con ulteriori sviluppi attesi.