Una postazione di ambulanza a Vibo Marina. Un tema che continua a tenere desto l'interesse politico, mentre l'estate trascorre senza che se ne faccia alcunchè. Una vicenda in linea con le tante parole non seguite dai fatti su questo territorio. Ad ogni modo, nei giorni scorsi, nell'ambito dei lavori della IV commissione consiliare, è stato il consigliere Marco Miceli, capogruppo di Vibo democratica, a tenere desto l'interesse sulla vexata quaestio. "E' fondamentale comprendere quali siano le soluzioni concretamente perseguibili per far fronte ai bisogni della popolazione, in alternativa a quella di ottenere l'assegnazione di un'altra ambulanza, che non è realizzabile ed esula dalla competenza dell'Asp. Altrimenti, - ha osservato il consigliere - la protesta elevata dalla commissione, rischia di assumere i contorni di un'azione propagandistica fine a se stessa, anzi che di un intervento utile a tutelare il bene comune".

Secondo Miceli, infatti, il numero di ambulanze di cui un'azienda sanitaria può disporre, non dipende dall'azienda stessa , "ma viene determinato dalla Regione, a sua volta vincolata a quanto previsto dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, che contempla un'ambulanza per ogni 50mila/70mila abitanti".​ Per tanto, sarebbe necessario, al fine di "favorire il miglioramento dei servizi di che trattasi interfacciarsi con gli interlocutori corretti, che, nel caso di specie, sono il Presidente della Regione ed il Commissario Longo, attualmente responsabili, ciascuno secondo le proprie competenze, di rispondere alle esigenze sanitarie della popolazione calabrese, tenendo conto del regime imposto dal piano di rientro".

Non manca, poi, nella presa di posizione del consigliere di minoranza una punta polemica, relativamente "all'assoluto scollamento tra consiglieri di maggioranza ed il sindaco, che non viene coinvolto nella ricerca soluzioni volte ad affrontare i problemi della cittadinanza" da una parte, mentre dall'altra emergerebbe "la scarsa aderenza tra l'amministrazione comunale e quella regionale, che, non solo è l'unica competente a decidere, con riferimento a tali questioni relative alla sanità, ma ha anche lo stesso colore politico della maggioranza a livello comunale".​