Uno studio di Confcommercio ha analizzato l'andamento dei consumi degli italiani nelle varie regioni. In generale, in tutta la penisola, c'è stato un calo rispetto al 2019 del -10,9%. A scontare la riduzione più significativa è la Lombardia, con un calo dei consumi pari a oltre 22,6 miliardi di euro. Il Sud, invece, patisce una riduzione di spesa più moderata del resto del Paese (8,5% contro, appunto, una media del 10,9%). "Ciò non vuol dire però - evidenzia Confcommercio - che le condizioni delle regioni meridionali siano migliori". Lo shock dei consumi causato dal Coronavirus, limitato al 2020, ha impattato meno nel Mezzogiorno "per la minore presenza di turisti stranieri e per il maggior peso di lavoratori il cui reddito disponibile non è stato colpito dal lockdown", ma "le capacità di reazione dell’area sono ben più ridotte".

La situazione del Sud Italia. Dal picco del 2007 fino al 2019, infatti, "i consumi reali hanno mediamente perso un decimo di punto l’anno in Italia, aumentando di due decimi all’anno nel Nord e diminuendo di nove decimi annui nel Sud". In altre parole: "A fronte di una riduzione cumulata dei consumi sul territorio in Italia dell’1,3% in 12 anni, dal 2008 al 2019 inclusi, il Mezzogiorno ha ceduto oltre dieci punti percentuali di spesa in termini reali, mentre il Nord è cresciuto di quasi tre punti". Si deve quindi ipotizzare che il Sud soffrirà almeno quanto il resto del Paese in termini di tempi di recupero delle pure più esigue perdite patite nel 2020.

-8,1% in Calabria. La Calabria, nello specifico, ha visto una riduzione dei consumi del -8,1%. Peggio di Basilicata (-7,9%) e Puglia (-7,8%) ma meglio di Sardegna (-11,8%), Sicilia (-8,2%) e Campania (-8,8%). Anche per la Calabria, come nel resto del Paese, sono quindi necessarie "riforme radicali e incisive per mutare la produttività del sistema Italia". "Non sembra accettabile - conclude Confcommercio - riprendere, dopo la pandemia, il percorso di crescita esangue sperimentato nel passato".