Vibo, una Provincia in ginocchio si avvia alle elezioni tra mille criticità
E' un'amministrazione provinciale decisamente in debito d'ossigeno quella che il prossimo 31 ottobre si appresta a ritornare alle urne per la rielezione del presidente ed il rinnovo del Consiglio. Anni lunghi e difficili si porta alle spalle il palazzo di contrada Bitonto. Anni di vacche magre che hanno visto passare la Provincia sotto le forche caudine del dissesto, del commissariamento e dele inchieste della magistratura. Sarebbe infatti riduttivo attribuire tutte le colpe del “disagio” alla Legge Delrio. Certo, il taglio dei trasferimenti e la riduzione delle competenze sono stati il principale fattore di impoverimento. Da quel provvedimento, che ha ridotto le Province ad enti di secondo livello, è derivata una parte dei “guai”, soprattutto per il personale. Ma le falle del sistema erano già presenti in precedenza. Correva il 30 ottobre 2013 ed il governo Renzi doveva ancora insediarsi, quando a palazzo “Ex Enel” il commissario prefettizio Mario Ciclosi dichiarava lo stato di dissesto. Il campanello d'allarme, insomma, era già suonato, tra fondi vincolati non ricostituiti e debiti fuori bilancio per diversi milioni di euro. Tra questi, il commissario rese noto che vi fossero addirittura 5 milioni di bollette mai pagate. Una cifra spaventosa per un territorio ben al di sotto dei 200mila abitanti. A quel tempo l'esposizione debitoria della provincia superava i 20 milioni di euro.
Ovviamente, il dissesto e il commissariamento non hanno poi contribuito alla ripresa dell'Ente e la riforma delle Province ha finito per darle il colpo di grazia.
Infatti, a fronte di tagli ingenti, in un'amministrazione che per decenni si era segnalata soprattutto per gli sperperi, è arrivata una sforbiciata dallo Stato che ha messo a dura prova il personale, lasciato per mesi e mesi senza stipendio, tra mutui da onorare e fondi vincolati da ricostituire. Stando così le cose, quasi mai l'Ente ha dimostrato di saper fronteggiare le principali emergenza nei due settori rimasti in capo alla Provincia: viabilità ed edilizia scolastica. Le strade colabrodo, spesso chiuse e gli istituti scolastici nei quali la sicurezza degli studenti, oltre che i riscaldamenti e l'utilizzo dei telefoni sono divenuti negli anni un lusso, costituiscono la cartina di tornasole di una situazione non più sostenibile.
Ebbene, con questi trascorsi, l'Amministrazione provinciale, guidata dal vice presidente Alfredo Lo Bianco, dopo le dimissioni di Andrea Niglia, si appresta ora ad affrontare la prossima tornata elettorale. L'election day è stato fissato per il prossimo 31 ottobre. Voteranno solo sindaci e consiglieri comunali, trattandosi di un'elezione di secondo livello, dalle 8 alle 19, nella sede di via Cesare Pavese. E soltanto loro saranno eleggibili. Il Consiglio, salvo novità legislative, durerà in carica per un biennio, il presidente quattro anni. Le liste dovranno essere presentate entro le ore 12 del prossimo 11 ottobre. Ciascun elettore esprimerà il proprio voto per uno dei candidati, che verrà ponderato sulla base della fascia nella quale sarà inserito, in relazione al numero degli abitanti, il comune di provenienza. Conterà moltissimo, insomma, il voto dei rappresentanti istituzionali dei centri più popolati. Capoluogo in primis!
