Mare sporco, a Pizzo confronto tra politica e magistratura: "Agire per tempo" (VIDEO)
Dopo un'estate in cui il mare calabrese è stato più sporco degli altri anni, con residenti arrabbiati e turisti pronti a fuggire, associazioni, forze dell'ordine, magistratura e politica hanno intenzione di non stare a guardare. Così, per la prima volta, si inizia a parlare di "mare pulito" non in piena estate ma con largo anticipo. Con questa visione è stato organizzato dall'associazione "Pinetamare Insieme" un momento di confronto, all'Istituto Nautico di Pizzo, per capire le strategie da mettere in atto per contrastare l'inquinamento marino. "Dopo un'estate disastrosa - hanno spiegato i referenti dell'associazione - avevamo bisogno di conforto e il procuratore Falvo ci ha accolto con una particolare sensibilità. Con lui abbiamo avuto l'idea di questo convegno che abbiamo voluto fare in un momento successivo alle elezioni perché non ci interessava il colore politico di chi avrebbe vinto, ci interessa la concretezza".
I presenti: dalla magistratura alla politica
Presenti all'incontro il procuratore di Vibo Camillo Falvo, quello di Lamezia Salvatore Curcio, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, il sottosegretario per il Sud Dalila Nesci, il direttore della stazione zoologica A. Dohrn Silvio Greco, il direttore generale dell'Arpacal Domenico Pappaterra e il comandante della Capitaneria di porto di Vibo Massimiliano Pignatale. A moderare la giornalista Karen Sarlo.
"Ho visto il mare peggiorare nel corso di 30 anni"
"L'idea di questo convegno - ha ribadito anche il procuratore di Vibo Camillo Falvo - è nato quel pomeriggio quando in preda alla disperazione mi hanno chiesto cosa si potesse fare. Già con il collega Curcio avevamo approntato una task force, ma c'era bisogno di fare di più. Io sono di San Pietro a Maida e ho visto il mare peggiorare nel corso di trent'anni. Dobbiamo cercare di tutelare la Calabria e l'ambiente, e per questo ho proposto di fare un incontro dove far partecipare tutti quelli che possono incidere". La repressione della magistratura, infatti, non può essere l'unica soluzione: "I depuratori li possiamo sequestrare - ha spiegato Falvo - ma non risolviamo il problema. Bisogna capire e risolvere le cause profonde dell'inquinamento".
"Associazioni di categoria assenti"
Se da una parte la Procura di Vibo ha firmato un protocollo, poi replicato dalla Regione, con la struttura del professor Silvio Greco (ne abbiamo parlato QUI) proprio per contrastare l'inquinamento del mare, dall'altra parte un esempio virtuoso lo offre anche la Procura di Lamezia, che ha creato uno specifico settore con un magistrato dedicato a tempo pieno. "Arrivare a giugno con una verifica non serve a niente - ha detto il procuratore Curcio - è come mettere i cancelli al monastero dopo che hanno rubato. L'intervento della Procura è sempre repressivo, invece bisogna agire in via preventiva". Evidenziando poi che "l'ambiente è stato vittima della mentalità moderna del consumismo sfrenato, del profitto sempre e comunque, ad ogni costo: nel 2021 c'è chi pensa di fare impresa tagliando i costi del normale riciclo degli scarti di produzione. E in questa problematica le associazioni di categoria sono state completamente assenti, così come quelle sindacali, ma l'indifferenza non aiuta nessuno".
Il ruolo della politica
"Me ne sono occupato subito dopo il mio insediamento a inizio novembre" ha poi dichiarato Roberto Occhiuto, presidente della Regione. Ma cosa può fare concretamente la politica? "Ci sono tanti interventi per la depurazione che vanno accelerati, soprattutto il sistema dei controlli. Così come bisogna intervenire sui depuratori che sono tarati sulla popolazione invernale anzichè su quella estiva, o ancora accelerare i lavori sul collettamento. È una buona cosa che la Regione se ne sia accorta per tempo". Quando vedremo i primi risultati? "Mi auguro che già a giugno o luglio, o anche l'anno dopo, si possano vedere". Il direttore generale dell'Arpacal Domenico Pappaterra, dal canto suo, ha invece ricordato che "bisogna creare una forte alleanza tra comuni costieri e quelli interni: dai nostri fiumi arriva in mare materiale non pulito". Evidenziando che è stato approvato un piano di interventi per 250 milioni di euro per 240 comuni, molti dei quali in provincia di Vibo: "Non sarebbe male se già in questi mesi andassimo a monitorare per capire se i comuni stanno mettendo in campo le azioni, non vorrei arrivare a luglio con molti enti che non hanno portato a compimento le procedure".
