Una serata da dimenticare per un 15enne di Pompei, malmenato da un gruppo di ragazzi. Il giovane sabato sera era in compagnia di tre sue amiche, quando improvvisamente nei pressi di bar vicino al Santuario, è stato aggredito alle spalle da un gruppo di ragazzi per futili motivi. La madre del ragazzo, dopo aver ricevuto una chiamata dalla protezione civile, si è precipitata sul luogo dell’aggressione insieme al marito per accertarsi delle condizioni di salute del figlio, cercando anche di individuare i responsabili dell’aggressione.

«Vorrei “ringraziare” i carabinieri e la polizia di Pompei che alla nostra chiamata hanno risposto che non avevano una pattuglia da mandarci e che non potevano far nulla. Il mio “grazie” va anche al sindaco perché mette in sicurezza la “sua Pompei” solo durante eventi organizzati da lui. – ha affermato la madre del giovane - Ormai è una Pompei trascurata, non in sicurezza e piena di strafottenza, per questo un altro “grazie” va a tutte le persone sedute fuori a quel bar che al nostro arrivo e alle nostre domande sembravano essere lì attendendo una grazia. Sono incazzata, schifata, disgustata: stasera mio figlio è a casa con me e sta bene, ma domani cosa accadrà?».

Insomma, dito puntato contro tutti, in particolar modo contro chi ha visto e non ha fatto nulla, dimostrandosi omertoso. Tra i tanti messaggi di vicinanza anche quello di un agente della Polizia Municipale, rammaricato per non aver potuto fare di più. «Mi sento in colpa. Suo figlio in quel momento era anche mio figlio», ha affermato.