I carabinieri a lavoro per inquadrare l'inquietante "avvertimento" indirizzato ad uno dei più noti costruttori vibonesi. Al vaglio le immagini di videosorveglianza


Cartucce di fucile, teste mozzate di maiale, di capretto, ma anche di cane, gatto, piccioni e, in qualche sporadico caso, pure di cavallo. Intimidazioni di vario genere quasi all'ordine del giorno nel Vibonese. La carcassa di delfino lasciata sotto l'azienda di uno dei più noti imprenditori edili della città è però una novità assoluta nella lunga serie di “avvertimenti”. Macabro e, allo stesso tempo, inquietante il messaggio. Sul significato, ancora tutto da decifrare, sono a lavoro i carabinieri della Stazione di Vibo Valentia diretti dal comandante Cosimo Sframeli. Il destinatario non è nuovo alle cronache. Si tratta, infatti, di Francesco Patania, 67 anni, costruttore, titolare della “Patania Costruzioni srl” ed ex vice presidente della Vibonese che ha contribuito a portare nell'allora Serie C2 dopo averla presa, insieme ad una cordata di professionisti ed imprenditori, in Prima Categoria.

LEGGI QUI | Grave intimidazione a Vibo, delfino morto recapitato a noto imprenditore

Il delfino morto. Ad accorgersi di tutto è stato proprio Patania che ha notato la carcassa del delfino davanti alla saracinesca dell'azienda ubicata nel quartiere Affaccio, in via Savelli, alla periferia di Vibo. L'imprenditore ha telefonato quindi al 112 per denunciare l'accaduto. Ai militari dell'Arma che lo hanno sentito non ha saputo fornire grosse spiegazioni sulla matrice di un gesto gravissimo e tutto da interpretare. C'è un particolare sul quale lavorano gli investigatori ed è legato al ritrovamento di alcuni delfini, arenatisi sulle spiagge del litorale vibonese e, in particolare, tra Briatico e Pizzo. Dettagli utili alle indagini per stabilire almeno la provenienza del mammifero non facile da reperire sul mercato. Al vaglio anche gli impianti di videosorveglianza presenti nella zona dell'azienda di Patania che potrebbero fornire qualche prezioso elemento.

Il precedente.  Francesco Patania (nella foto) era stato vittima nel gennaio del 2014 di un vero e proprio agguato avvenuto sotto la sua abitazione a Vena di Ionadi, alle porte di Vibo Valentia. Quella sera l’imprenditore edile fu gambizzato. Almeno una decina i colpi d’arma da fuoco sparati da una persona poi dileguatasi nell’oscurità e rimasta ignota.

I verbali del pentito. Di lui ha parlato a più riprese il pentito Andrea Mantella che lo ha menzionato nei verbali resi ai magistrati della Dda di Catanzaro e anche nelle sue deposizioni in alcuni dei principali processi di mafia che si sono celebrati recentemente nell'aula bunker del nuovo tribunale di Vibo Valentia. In particolare Mantella ha indicato Patania, conosciuto con l'appellativo di “Cicciobello”, come “uomo d'onore” ed esponente di spicco del clan Lo Bianco di Vibo Valentia ma anche “legato ad Antonio Mancuso”. Addirittura, in una delle sue deposizioni, Andrea Mantella aveva riferito testualmente agli inquirenti ed al pm della Dda di Catanzaro Camillo Falvo, di portarlo in “copiata” (il "codice segreto” che si conferisce ad ogni ‘ndranghetista all’atto dell’affiliazione con l’indicazione di tre nominativi di altri “uomini d’onore” di rango superiore). C'è da evidenziare che nel 2007 l'imprenditore vibonese finì tra gli indagati nell'ambito dell'operazione antimafia “Nuova Alba”, ma venne assolto da ogni accusa in via definitiva al termine del processo. (mi.fa.)