Nuovo Dpcm, Calabria "zona rossa": "I commissari della sanità che cosa hanno fatto?"
"Sembra una maledizione quella che giornalmente si abbatte su soggetti, piccoli e grandi, che increduli sembrano impotenti a reagire anche e soprattutto alle decisioni, che urbi et orbi, vengono dall’alto a colpi di Dpcm. Contagi, positivi, carenze di sale di rianimazione, tamponi, tamponi drive, mascherine, assembramenti, sono questi i fonemi che terrorizzano i molti, sacrifici e ancora sacrifici per gli imprenditori della ristorazione, per bar e simili che vengono paralizzati e, difficilmente, potranno riprendersi". Così in una nota Giuseppe Silvaggio, vice presidente del Consiglio comunale di San Luca.
Vicinanza a imprenditori e tirocinanti. "Scoramenti, sfiducia, rabbia hanno come effetto manifestazioni di piazza degeneranti in atti folli e di odio, che si allargano a macchia d’olio. Il mio pensiero e la mia vicinanza, come vicepresidente del Consiglio del Comune di San Luca - prosegue Giuseppe Silvaggio - vanno agli imprenditori della mia Calabria, che lottano con i denti per la loro sopravvivenza e per quella di centinaia e centinaia di dipendenti. Il mio pensiero e la mia solidarietà - continua Silvaggio - va anche ai tirocinanti della Giustizia, del Miur, del Mibact e altri, (all’incirca 7000 anime) che con mensilità da fame - 500 euro mensili - hanno operato ed operano in mansioni di lavoro dipendente, responsabilmente e professionalmente, come se e non di più dei dipendenti titolari".
Chiusura della Calabria. Non si muore solo di virus ma anche perché, secondo Silvaggio, "si predica bene ma si ruzzola male". "La Regione Calabria e i suoi amministratori di turno dove sono? La sanità con i suoi commissari che cosa hanno fatto? La chiusura della nostra Calabria, la quarta Regione definita zona rossa, è dovuta solo ed esclusivamente al loro modo di fare sanità e di programmare". "Da giovane amministratore da sempre impegnato a favore della comunità sia sanluchese che calabrese - conclude Giuseppe Silvaggio - lotterò oggi e nel futuro, affinchè i sacrosanti diritti di tutti i cittadini calabresi non vengano calpestati da acclarate incapacità di politici (politicanti) di turno, che occupano posti e prendano prebende, mentre la popolazione, soffre e subisce passivamente".
