Il popolo della notte non si arrende. Le discoteche restano chiuse per volere del Governo? E allora ci si organizza come si può (ma non si dovrebbe). In Emilia Romagna, così come nel resto d'Italia, si moltiplicano le feste clandestine, i rave party non autorizzati, creando non pochi problemi legati al contagio da corovanirus. Nella riviera romagnola vengono chiusi quei locali che in epoca pre covid facevano ballare la gente, e che ora non possono più. Per tanto si adeguano organizzando cene, ma se poi ci si inizia a muovere a ritmo di musica, in tanti, sono guai.

Nel Riminese per esempio sono stati già puniti diversi locali per assembramenti: la Villa delle Rose e il Mojito Beach di Riccione ma anche il Byblos di Misano, e stop anche per la discoteca Musica, (sempre Riccione) e il Malindi di Cattolica (puniti con cinque giorni di chiusura e una multa da 400 euro).

E l'episodio più clamoroso, con un migliaio di partecipanti, è stato il Rave party nel Bolognese, lo scorso weekend. All’ex zuccherificio di Argelato i mille giovani si sono ritrovati, dopo essersi dati appuntamento su apposite chat di Telegram, per ballare. Tutta la notte e tutta la mattina. Senza regole e senza sosta, con il volume della musica techno sparato altissimo.

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