Scuole insicure: aule malmesse e strutture fatiscenti
Negli istituti superiori la Provincia non esegue da anni neppure la manutenzione ordinaria. Mancano telefoni e internet. I laboratori sono per lo più inutilizzabili
Il diritto all'istruzione? Chi è questo sconosciuto? La carta costituzionale, anche sotto questo aspetto, sembra “superata”. E l'articolo 34 rimane uno slogan vuoto utile alla politica per qualche passerella. In città come pure in ogni angolo della provincia, è scattata l'emergenza scuole. La fotografia scattata dagli addetti ai lavori sotto il profilo strutturale, è desolante: aule insufficienti, laboratori chiusi, interi piani interdetti, arredi mancanti. Assenti quasi ovunque le certificazioni antincendio e quelle di agibilità. Mentre le bollette energetiche si accumulano. E come se non bastasse, tra qualche settimana si riproporrà d'incanto la questione dei riscaldamenti. Ma il peso di ambienti inadeguati all'apprendimento ricade da anni sui dirigenti. Quei presidi “allontanati” gradualmente dalle aule e trasformati in guide di “reggimenti” da oltre 1000 persone.
Gli istituti più penalizzati. Paradossalmente, ad essere penalizzate sono le scuole dai numeri maggiori. Nel capoluogo, continua a versare in condizioni disperate l'istituto Alberghiero. La sede centrale ospita soltanto sei classi. E se si escludono quelle carcerarie altre diciotto aule sono dirottate in un'area dell'Itis, mentre otto si trovano a palazzo ex Inam. Enormi i disagi causati agli studenti dalla mancata consegna del nuovo edificio. Situazione ugualmente grave all'Ipsia. La sede storica rimane inagibile. Gli studenti nel frattempo restano “parcheggiati” nei locali ex Inapli. La regione, peraltro, pretende che le vengano restituiti. Addirittura alcuni funzionari di palazzo “Alemanni” si sono fatti vedere qualche giorno addietro per effettuare un sopralluogo sui locali.
La "lunga notte" dei licei. E' buio pesto anche sui licei. Al “Morelli” la mancanza della seconda scala antincendio impedisce di collocare gli allievi nell'ultimo piano della struttura. Il liceo artistico, invece, continua a subire l'inibizione di un'intera ala per problemi di sicurezza. Ma i cantieri non aprono. Un'aula del liceo scientifico è finita addirittura in un abbaino visto che la Provincia non riesce a pagare il fitto del secondo piano di palazzo “Soriano”. E sarebbe ancora lungo l'elenco dei disagi che da un estremo all'altro affliggono le scuole della provincia. Mentre sorge legittimo il dubbio che gli studenti del Sud per il governo siano figli di un dio minore. Ma non è il momento dei piagnistei. Lo hanno capito i dirigenti che hanno scelto di rimboccarsi le maniche. Lo scorso 16 ottobre i responsabili degli istituti d'istruzione secondaria si sono autoconvocati per fare il punto sullo stato penoso dell'arte e nel contempo intraprendere serie iniziative di “lotta”.
L'ultimatum alla Provincia. Ne è scaturito un documento che suona come un ultimatum all'amministrazione provinciale. Nella lettera, indirizzata anche alla deputazione nazionale e regionale, è stato richiesto << un incontro urgente entro sette giorni per trattare le problematiche relative all'edilizia scolastica, alla manutenzione ordinaria degli edifici ed alle incombenze a carico dell'ente stabilite dalla legge 23/96>>. Una nota unanimemente condivisa dal gruppo di lavoro che ha come referente Raffale Suppa, alla quale palazzo “ex Enel” soltanto ieri, quasi allo scadere dei sette giorni, ha deciso di dare risposta. Ma si potrebbe dire, la solita risposta di un ente che assume, una volta di più, le sembianze di un morto che cammina.
La risposta di palazzo "ex Enel". Prima ancora di “scoppiare” nel solito “pianto greco”, il presidente Andrea Niglia ha espresso vicinanza e <<condivisione>> alle problematiche delle scuole, salvo poi puntualizzare che in un ente in dissesto << le risorse economiche non consentono di assolvere>> agli obblighi previsti. E via al solito ritornello dei << trasferimenti ridotti>> pur in presenza di una <<materia delicata>>. Dunque, <<servirebbero nuovi finanziamenti>> in assenza di <<una deroga al patto di stabilità>> che continua ad essere la principale palla al piede della Provincia. In alternativa, anche Niglia concorda che <<la questione dovrà essere demandata agli organi di governo nazionale e regionale>>. Ma intanto i mesi passano e le scuole continuano a fare “acqua” da tutte le parti!
