Mileto e il parco archeologico, ricostruita la storia della città normanna
Se ne è parlato nella sala meeting del Centro di Aggregazione Sociale “Solidarietà ed Amicizia” a Vibo Valentia nel primo di una serie di appuntamenti
di AURORA LA ROCCA
Ci fu un tempo in cui l'Abbazia di Mileto dominava in buona parte della Calabria e aveva possedimenti anche in Sicilia, tanto da avere anche un potere religioso e temporale pari o addirittura superiore al Vescovo. Siamo tra il 1080 e il 1150 circa, gli anni di maggiore splendore per la capitale Normanna del Gran Conte Ruggero, edificata grandosa grazie ai marmi e alle colonne del teatro e dei templi della romana Valentia, in quegli anni in decadenza.
Mileto era una città ricca e bellissima. Aveva una abbazia di enormi dimensioni, una cattedrale e i possedimenti di Ruggero. Doveva essere di una bellezza e ricchezza unica, solo che i terremoti del 1659 prima e del 1783 dopo la rasero al suolo, costringendo la popolazione a ricostruire il centro abitato in un posto diverso. Nel sito del primo insediamento sorge oggi il Parco Archeologico della Mileto Antica, gestito dalla associazione vibonese Mnemosyne. Di questo argomento si è parlato ieri sera nella sala meeting del Centro di Aggregazione Sociale “Solidarietà ed Amicizia” a Vibo Valentia, grazie alla relazione del giovane archeologo Manuel Zinnà.
Ad aprire i lavori è stato Michele La Rocca, presidente del Centro, che ha annunciato che questo è il primo di una serie di incontri su temi storico-archeologici. Il 9 novembre si parlerà della grandiosità di “Hipponion nella Magna Grecia”, mentre il 17 si concluderà il ciclo con l'incontro sulla “Monetazione di Hipponion – Valentia” a cura dello studioso Giuseppe Collia. Subito dopo ha portato i saluti della Menemosyne la presidente Cristiana La Serra, ricordando l'impegno del sodalizio nella gestione del Parco, “un'avventura nella quale ci siamo lanciati con grande entusiasmo”, ha detto e che “spero possa proseguire con sempre maggiori soddisfazioni”.
Manuel Zinnà nella sua relazione ha ricostruito la storia di Mileto e dei suoi imponenti edifici religiosi, i cui resti sono ora visitabili in quello che è ora l'unico parco medievale della Calabria. Lo ha fatto con un linguaggio semplice ed efficace, in una sala gremitissima come ormai accade sempre al Centro di Aggregazione. Ha ricordato che il sarcofago di Ruggero si trova a Napoli, trasferito da Mileto, come altre testimonianze di quel periodo che sarebbe non solo importante, ma giusto riportare nella loro sede naturale. Secondo la ricostruzione di Zinnà, l'Abbazia miletese dovette essere di una grandiosità e ricchezza straordinarie, lo stesso territorio di quella che sarebbe diventata Monteleone, era sotto la sua giurisdizione. Imponenti sono tuttora i ruderi e i tanti reperti ancora visibili nel Parco che ha consigliato di visitare.
A fine serata, il presidente del Centro, Michele La Rocca ha ricordato i numerosi impegni ed iniziative messe in cantiere in collaborazione con tante associazioni tra cui Il Centro Servizi per il Volontariato, l'associazione Io Autentico, l'associazione Persone Down e l'Unione Ciechi e Ipovedenti. I più imminenti sono con quest'ultima sabato mattina dalle 9 alle 13 con gli screening visivi presso la sede di via Enrico Gagliardi a cura della oculista Mimma Schiavello, e domenica con la Castagnata nei locali del santuario di Monte Poro.
