"Occhiuto sarà ascoltato dai magistrati nei prossimi giorni"
"Nel merito della vicenda non dico nulla per rispetto nei confronti delle persone sotto indagine e dei colleghi e della pg che lavorano. Qualche precisazione posso però farla». E' il procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio, intervistato nel corso di "Trame-Il Festival dei libri sulle mafie" dal giornalista Pietro Comito, a rompere il ghiaccio sull'inchiesta che riguarda il presidente della Regione Roberto Occhiuto. "Sono stato in silenzio fino a stasera, non sentivo il dovere di scrivere un comunicato o fare una conferenza stampa» anche se "Ognuno ha il diritto di difendersi come meglio crede".
Poi è entrato nella questione. Al presidente della Regione «non è stata notificata -spiega - una informazione di garanzia da parte del mio ufficio, ma è stato notificato un avviso del gip con la richiesta di proroga di indagini preliminari". E ancora: "Qualcuno ha parlato di indagine ad orologeria, ma abbiamo fatto quello che si fa di routine: quando stanno per scadere i termini e non hai tempo per definire una indagine chiedi una proroga". In relazione all'accesso agli atti, prosegue: "Se viene notificata una richiesta di proroga di indagine preliminare, la legge processuale italiana non prevede alcun accesso agli atti. Se lo avessimo consentito avremo commesso un abuso".
Quanto alle presunte veline consegnate al "Domani": "Non siamo adusi -chiosa Curcio - a consegnare atti, l’Ufficio di procura è lontano mille anni da certe logiche". Comunque, "la Procura di Catanzaro ha dei tempi, ci sono le calendarizzazioni dei lavori. Pomeriggio, il procuratore aggiunto di Catanzaro ha contattato il difensore del presidente dandogli la massima disponibilità nel concordare una data nei prossimi giorni e poi si procederà. Noi non siamo carnefici, verifichiamo i fatti".
