Calabria, accusato di violenza sessuale sulla nipote minore: assolto
La Corte d’Appello di Catanzaro ha ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendο con formula piena S.G., accusato di violenza sessuale su minore. L’uomo era stato condannato dal Tribunale del capoluogo a 5 anni e 6 mesi di reclusione. La decisione, pronunciata il 13 ottobre 2025, accoglie i motivi d’appello del difensore Arturo Bova e dispone anche la revoca delle statuizioni civili precedentemente imposte.
I fatti risalgono all’estate del 2014, quando la minore, residente a Milano con la madre a seguito della separazione dei genitori, trascorse un periodo di vacanza in Calabria presso il padre e i nonni paterni. Al rientro, la bambina avrebbe denunciato presunti abusi da parte del nonno, consistenti in palpeggiamenti nelle parti intime. La difesa ha sempre sostenuto l’estraneità di S.G., ipotizzando una suggestione psicologica della minore esercitata dalla madre. Tale tesi era supportata da due consulenze psicologiche e da consolidati orientamenti giurisprudenziali.
Nonostante la condanna in primo grado, in appello la Corte ha ritenuto fondate le argomentazioni difensive, assolvendo l’imputato da ogni accusa. Durante l’udienza sia il Procuratore Generale sia il difensore di parte civile avevano chiesto la conferma della condanna, ma i giudici hanno ribaltato il verdetto, riservandosi 90 giorni per il deposito delle motivazioni. La sentenza segna così una svolta definitiva per S.G., riconoscendo l’insussistenza dei fatti contestati e sancendo la sua piena estraneità alle accuse.
