Carenze di organico in tutti i Tribunali calabresi. Record italiano per Tribunale di Paola. Critica la situazione nel distretto di Reggio. 'Ndrangheta sempre più potente

Catanzaro anno

Si è svolta questa mattina in Corte d’Assise a Catanzaro la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2016 del distretto di Corte d’appello che comprende tutti i Tribunale calabresi, ad eccezione di quelli ricadenti in provincia di Reggio Calabria. Il presidente Domenico Introcaso, nella sua relazione annuale si è soffermato in particolare su due questioni cogenti: la lotta alla criminalità organizzata e la carenza di personale negli uffici giudiziari.

"Sprovincializzazione" della 'Ndrangheta. “Emerge così il rilievo di una sprovincializzazione della 'ndrangheta - ha spiegato il presidente Introcaso - che ha assunto le dimensioni di un fenomeno nazionale e internazionale, acquisendo le peggiori connotazioni delle altre organizzazioni criminali. Vi è una ragione in più, allora, per considerare l’emergenza mafiosa del territorio come emergenza nazionale alla quale fare fronte apprestando opportuni rimedi con il potenziamento del settore investigativo e giudiziario, cui non andrebbero lesinate le risorse economiche”.

La nascita di una "Provincia" criminale autonoma rispetto a quella reggina, ad eccezione di Vibo. “Sarebbe poi emerso il tentativo, riferito da diversi collaboratori di giustizia, di costituire una "Provincia" criminale di 'ndrangheta, autonoma rispetto alla storica struttura di Reggio Calabria, di cui farebbero parte tutti i territori ricompresi nel distretto, con eccezione del solo circondario di Vibo Valentia che rientrerebbe in quello di Reggio Calabria". Una 'ndrangheta capace di allearsi, dunque, che, secondo Introcaso, "da microcosmi a struttura familiare e localistica assume i caratteri di cellule indipendenti e collegate al vertice da strutture sovraordinate". In queste condizioni, la 'ndrangheta ha allargato i confini in altre parti del territorio nazionale e su scala internazionale. Nel solo distretto di Catanzaro, la Dda ha segnalato 39 associazioni, 34 delle quali interessate da accertamenti giudiziari. A questi si ricollegano 13 "locali" distribuiti "su tutto il territorio e particolarmente stabilizzate nei circondari di Vibo Valentia, Castrovillari, Paola e Lamezia".

Catanzaro anno 2

Modalità operative. Estorsioni, stupefacenti, traffico di armi ed usura i reati fine commessi dalle organizzazioni criminali per accumulare enormi risorse finanziarie da riconvertire in attività lecite con l’esportazione del crimine anche in zone del centro e del nord Italia, in Europa e nel resto del continente. "I capitali proventi del delitto vengono impiegati - ha spiegato Introcaso - in attività imprenditoriali geneticamente sane eppoi corrotte dai nuovi flussi”.

La descrizione di questa evoluzione della 'ndrangheta è stata evidenziata dal presidente della Corte d'Appello: "Il folklore della coppola e del dialetto, le manifestazioni religiose, le processioni, alle quali pure si assoggettano affiliati vecchi e nuovi, zone grigie di fiancheggiamento anche a fini di consenso elettorale, cedono alla fenomenologia della finanza, delle acquisizioni azionarie nelle piazze borsistiche primarie". Dunque, una "sprovincializzazione della 'ndrangheta - secondo Introcaso - che ha assunto le dimensioni di un fenomeno nazionale ed internazionale" che deve portare a considerare "l'emergenza mafiosa del territorio come emergenza nazionale", come dimostrano anche "le pratiche di scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose non più come triste realtà delle comunità meridionali e calabresi - ha concluso il presidente - ma in tragica espansione nella comunità nazionale".

Catanzaro anno 3

Paralisi degli uffici giudiziari. “Le scoperture di organico sono ormai endemiche dal punto di vista quantitativo: è un movimento migratorio costante in uscita con entrate costituite da magistrati ordinari di prima destinazione che, per vincoli ordinamentali, non possono svolgere funzioni penali di maggior rilievo, tanto da determinare la paralisi di taluni uffici con ricorso ad applicazioni infradistrettuali od endodistrettuali, in pregiudizio della già carente efficienza degli uffici di provenienza. Gli uffici giudiziari calabresi vivono quindi una condizione di disagio con il rischio di paralisi incombente sull'attività dei Tribunali di Catanzaro, Paola e Vibo Valentia per i quali è stata inoltrata richiesta di applicazione extradistrettuale.

L'allarme lanciato da Introcaso riguarda le carenze di personale di tutti gli uffici dei Tribunali, ma anche delle Procure della Repubblica del distretto e degli uffici Gip/Gup. La media delle scoperture del personale magistratuale è del 30 per cento, ma con una punta massima del 61 per cento nella Procura di Paola che rappresenta il dato più alto in Italia. "Le piante organiche di tutti gli uffici del distretto, sia requirente che giudicante - ha affermato il presidente Introcaso - sono inadeguate sia in relazione al numero dei magistrati che a quello del personale amministrativo". Un allarme che riguarda, dunque, anche le Procure e gli uffici Gip/Gup, dove si registra anche una "imponente mole di arretrato". Ai disagi legati al personale si segnala anche la questione strutturale, dal momento che il presidente Introcaso ha sottolineato "l'inadeguatezza" dei locali della Corte d'appello e del Tribunale di Crotone, i "ritardi" per l'ampliamento del Tribunale di Catanzaro, mentre si salva la nuova struttura realizzata a Castrovillari.

Catanzaro Mazzotta

Numeri delle carenze. Le scoperture del personale magistratuale media è, nei 7 Tribunali del distretti di Corte d'Appello di Catanzaro, del 30%, con punta massima del 61% - la più elevata in Italia – a Paola. In particolare, nel Tribunale di Castrovillari la scopertura dell'organico di magistrati raggiunge il 25%, a Catanzaro il 34%, a Cosenza il 12%, a Crotone il 16%, a Lamezia Terme il 33%, a Paola il 61% e a Vibo Valentia il 26%”.

Le pendenze. “I Tribunali del distretto di Corte d'Appello di Catanzaro presentano una pendenza a fine periodo di 121.885 (144.985 nell’anno precedente) processi civili a fronte di 56.017 sopravvenienze e 57.036 definizioni. I più gravi problemi risiedono nella difficoltà di aggressione dell’arretrato, circostanza che presenta aspetto di grave allarme soprattutto con riferimento ad alcuni Tribunali, tre dei quali hanno pendenze ultratriennali eccedenti il 40% del totale dei processi pendenti”.

Reati. Il quadro dei reati commessi in tutto il distretto della Corte d'Appello di Catanzaro è poi "allarmante". Quelli più gravi, senza tenere conto degli aspetti strettamente legati alla criminalità organizzata, registrano notevoli incrementi. Nei singoli ambiti sono in aumento i delitti contro la pubblica amministrazione, riferiti all'indebita fruizione di fondi pubblici. Elevato anche il numero di estorsioni, rapine e usura, ma per quest'ultimo fenomeno è stato ricordato dal presidente Introcaso che esiste un grande numero di reati non denunciati da parte delle vittime. Sono poi in "continuo costante aumento i morti sul lavoro", mentre sono "in notevole allarmante aumento i reati relativi alle violenze in famiglia, al punto che alcuni uffici - ha detto Introcaso - hanno costituito gruppi di lavoro ad hoc". Il dato particolarmente preoccupante, sottolineato nella relazione, è anche quello relativo ai reati compiuti in materia di inquinamento ambientale e gestione dei rifiuti. Introcaso ha ricordato, al riguardo, i "numerosi processi pendenti nei tribunali di Crotone e Paola per disastro ambientale doloso".

Reggio Corte

Reggio Calabria. "Reggio Calabria deve essere una priorità nell'agenda della giustizia del nostro paese. Non solo per la magistratura e per il Guardasigilli, ma per tutto il Governo". L'ha detto invece il rappresentante del Csm, Piergiorgio Morosini, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Reggio Calabria. "Non c'è riunione organizzativa negli uffici - ha detto Morosini - che non cominci con l'elenco degli impiegati amministrativi che lasciano il servizio e che non saranno rimpiazzati e che non prosegua con l'individuazione di carenze di fondi per riqualificazione del personale o per il lavoro straordinario. E che non si concluda con la ricerca di soluzioni che tengano in piedi, spesso in modo artigianale, la struttura organizzativa e permettano di fronteggiare numeri insopportabili che rischiano di snaturare la funzione del giudice e del pubblico ministero. Non vuole essere - ha proseguito l'esponente del Csm - una lamentela alla presenza del rappresentante del Ministero della Giustizia. E neppure una critica, conoscendo la situazione delle risorse disponibili. Ma è una sollecitazione ad alimentare "alleanze istituzionali" per capitalizzare ciò che abbiamo. Da oltre un anno c'è un tavolo tecnico tra Csm e Ministero della Giustizia, con l'obiettivo chiaro: una nuova allocazione delle risorse disponibili sul territorio nazionale. Questo significa soprattutto condividere delle priorià".

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Critica situazione distretto Reggio. "Il quadro generale del funzionamento dell'amministrazione giudiziaria nel distretto, nel periodo 1 luglio 2014 - 30 giugno 2015, continua a registrare una situazione difficile, in alcuni casi assai critica". Lo scrive il presidente facente funzioni della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Fiorenza Freni, nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. I trasferimenti dei magistrati ad altre sedi hanno comportato un ulteriore aumento delle scoperture di organico degli uffici giudiziari. In particolare, spiega il magistrato, la Corte d'Appello di Reggio ha vacante, oltre al posto di primo presidente, due posti di presidente di sezione nel settore penale, due posti di consigliere di Corte d'Appello su un organico di 19, e un posto di magistrato distrettuale giudicante a fronte dei due previsti in organico. Il Tribunale di Reggio Calabria ha vacanti 7 posti di giudice (di cui uno della sezione lavoro) su un organico complessivo di 43 giudici (di cui 4 della sezione lavoro). Il Tribunale di Palmi ha una scopertura di 7 giudici a fronte di un organico di 27 giudici. Il Tribunale di Locri ha vacante un posto di presidente di sezione e tre posti di giudice (di cui uno della sezione lavoro) a fronte di un organico di 3 presidenti e 23 giudici (3 dei quali della sezione lavoro). Solo il Tribunale di sorveglianza e il Tribunale per i minorenni non hanno posti vacanti "ma gli organici sono del tutto insufficienti - vi è scritto nella relazione - a fronteggiare l'enorme mole di lavoro". Per quanto riguarda invece gli uffici requirenti, vi sono rilevanti scoperture di organico: alla Procura Generale è vacante un posto di sostituto procuratore generale e manca il magistrato requirente distrettuale; alla Procura di Reggio Calabria vi sono 21 sostituti procuratori su 26; alla Procura di Palmi è vacante il posto di procuratore aggiunto e vi sono 4 sostituti su 10; alla Procura di Locri vi sono 5 sostituti su 8; alla Procura per i minori è vacante il posto di sostituto procuratore. "La crisi - prosegue la relazione - è aggravata dai vuoti di organico del personale della cancelleria".

Anno giudiziario, Procuratore generale Catanzaro: “Organico Dda inadeguato” (LEGGI QUI)