La sentenza emessa dalla Corte d'appello di Reggio, su rinvio della Cassazione, riconosce la continuazione con una precedente condanna per associazione mafiosa

La Corte d'appello di Reggio Calabria ha condannato Carmelo Gallico, detto "U Picu", 53 anni, a 4 anni e 4 mesi di reclusione, riconoscendo la continuazione con una precedente condanna per associazione mafiosa risalente al 1996. Gallico è ritenuto un esponente di spicco dell'omonimo clan di Palmi. La sentenza dei giudici d'appello è arrivata dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna per associazione mafiosa inflitta all'imputato nel procedimento nato dall'operazione antimafia denominata "Cosa Mia". Su Gallico gravava, oltre all'associazione mafiosa, anche l'accusa di intestazione fittizia aggravata.

Carmelo Gallico

"U Picu" avrebbe intestato fittiziamente beni immobili ad una società off-shore con sede negli Stati Uniti. Circa 70 metri quadri appartenenti alla 'ndrina dei Gallico. Un' intestazione fittizia che sarebbe stata ideata con l'intento di eludere le misure di prevenzione patrimoniali. Per tale reato Gallico è stato dichiarato colpevole anche dalla Suprema Corte, che aveva però annullato con rinvio l'aggravante dell'agevolazione alla 'ndrangheta. Carmelo Gallico è fratello di Giuseppe (cl. '559 e Domenico Gallico (cl. '58), già coinvolti nella faida contro i Parrello-Condello negli anni '80. Il clan dei Gallico è considerato tra i più radicati e pericolosi del comprensorio tirrenico della provincia di Reggio Calabria e dell’intera fascia tirrenica calabrese, con base operativa a Palmi. Carmelo Gallico per un certo periodo è stato annoverato fra i ricercati più pericolosi del paese ed è stato poi catturato nel 2011 in Spagna.