La strana politica vibonese e i governi balneari
L’estate è la stagione in cui ci si ritempra, il momento durante il quale si approfitta per rilassare corpo e mente lasciandosi distrarre volentieri con i futili argomenti tipici del clima vacanziero. Tutto ciò che accade in agosto, compresa la politica, non è abitualmente così avvincente e movimentato. Soprattutto in politica, poi, quella estiva è per definizione la stagione riservata alla sospensione dei lavori parlamentari, allo spegnimento dei talk show e al recupero delle energie in vista dei fondamentali impegni di settembre. Accade così anche nelle amministrazioni periferiche.
Alcune volte, però, le cose sono andate diversamente e persino la politica, da materia complessa e mutevole qual è, ha vissuto le sue brevi infatuazioni estive. È il caso dei governi balneari, formula introdotta dalla cronaca parlamentare per designare quegli esecutivi battezzati tra giugno e agosto con l'unico obiettivo di durare fino ai primi freddi, ma che in un modo o nell'altro hanno finito per segnare indelebilmente la storia d'Italia.
Uno dei primi esempi di governo balneare è stato quello guidato tra luglio e dicembre del 1963 dal democristiano Giovanni Leone, poi presidente della Repubblica dal 1971 al 1978. All’epoca, il primo governo Leone, sostenuto solamente dalla Democrazia cristiana, nacque il 21 giugno 1963. L’esecutivo guidato da Leone rimase in carica per quasi sei mesi, fino al 4 dicembre, e i quotidiani dell’epoca, tra i quali L’Unità, lo chiamarono anche con il nome di “governo d’affari”, ossia un governo nato per portare a termine le scadenze più incombenti.
Una caratteristica di questi governi balneari è che si trattava inesorabilmente di governi monocolore, cioè a carico di un solo partito (ovviamente la DC), quando non addirittura incolori, nel senso che erano il risultato di una parte del partito, reggendosi solo attraverso la “indifferenza” del resto (dicasi appoggio esterno, oppure un silenzio che si trasformava in assenso, seppur politicamente dai toni assordanti).
Un altro governo balneare nacque cinque anni dopo, nell’estate del 1968. Anche in quel caso, a guidare l’esecutivo fu il democristiano Leone, che venne incaricato di formare un governo di transizione dopo che l’ex ministro dell’Interno Mariano Rumor, esponente democristiano, non riuscì a formare un esecutivo sostenuto anche dal Psi. Il governo Leone II, supportato dalla sola Dc, entrò in carica il 24 giugno 1968 e durò per sei mesi, fino al 12 dicembre. In quell’occasione alcuni quotidiani, tra i quali La Stampa, definirono il secondo governo Leone anche come un “gabinetto d’attesa”.
Negli anni successivi, altri esempi di governi nati nei mesi estivi e di breve durata furono il secondo governo Rumor (5 agosto 1969-27 marzo 1970) e il secondo governo Spadolini (23 agosto 1982-1° dicembre 1982). La storia ricorderà almeno altri tre esecutivi balneari, guidati rispettivamente da Emilio Colombo (6 agosto 1970), Francesco Cossiga (5 agosto 1979) e Giovanni Goria (29 luglio 1987).
Nessuno di questi avrebbe influito indelebilmente sulla storia d'Italia, ma per quasi tutti il compito si sarebbe rivelato ben più arduo rispetto alla semplice transizione cui erano originariamente destinati.
Vibo Valentia, memore di antichi rituali politici, è caduta nella trappola delle infatuazioni estive?
L’estate sta finendo, cantavano un tempo i Righeira. Canzone divenuta una evergreen… intramontabile.
