L'uomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre stava irrigando le piante che una volta immesse sul mercato avrebbero fruttato profitti illeciti per 1,5 milioni di euro

I carabinieri dell'Aliquota operativa della Compagnia di Gioia Tauro, unitamente a quelli della Stazione di Rizziconi, hanno arrestato in flagranza di reato Girolamo Albanese, 37 anni, incensurato di Rosarno, ritenuto responsabile del reato di produzione e coltivazione di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo canapa.


Il sospetto. In particolare, all’alba di lunedì, i militari della Compagnia di Gioia Tauro, insospettiti da giorni dal forte odore di marjiuana proveniente dalla località Bosco Sovereto, un'area rurale nei pressi di Gioia Tauro, soprattutto durante le ore mattutine e serali, decidevano di intraprendere un servizio di osservazione finalizzato all’individuazione di un ipotetico sito di produzione dell’illecita sostanza.

Le serre. I militari notavano un uomo corpulento, in quel momento non ancora identificato, che, a bordo di un furgone bianco, accedeva ad un podere di proprietà comunale all’interno del quale vi erano circa sei serre. Così i carabinieri, allarmati dall’insolita ed ingiustificata presenza di quell’uomo nel terreno, decidevano di accedere al podere per ispezionarlo e, una volta giunti, sorprendevano l’uomo intento ad irrigare ben tre serre di circa 1000 mq ognuna, contenenti un enorme quantitativo di piante di canapa del tipo olandese nana (oltre 15000 piante per altrettanti chilogrammi), alte circa 1 metro ed in pieno stato vegetativo, in grado di fruttare illeciti profitti sino ad un importo superiore ad 1,5 milioni di euro.


L'arresto. Al momento dell’intervento dei militari, all’interno delle serre, completamente coperte e quindi non visibili né dall’alto né dall’esterno, veniva rinvenuto un sofisticato impianto di irrigazione, perfettamente funzionante e ad attivazione manuale. Nelle immediate vicinanze, invece, all’interno di un casolare, veniva recuperato del materiale per l’essiccamento e per il taglio delle piante, che veniva chiaramente repertato e sottoposto a sequestro probatorio. Per Albanese scattava l'arresto e l'uomo veniva quindi portato in carcere a Palmi in attesa della convalida. Le piante, invece, previa campionatura, sono state distrutte sul posto mentre i campioni prelevati saranno trasmessi al RIS di Messina per le analisi tossicologiche.

https://youtu.be/ymzAmlaFpMg