Era il 5 maggio scorso quando alla ribalta delle cronache nazionali finiva un video girato nel rione Maddalena di Catanzaro, uno dei quartieri più poveri della città. Il filmato, che aveva suscitato diverse polemiche, ritraeva il sindaco Sergio Abramo “festeggiare la fine del lockdown” insieme ad alcuni cittadini. Quel gesto, apparentemente inopportuno, era in realtà l’ultimo di una serie di flashmob in cui si ringraziavano le forze dell’ordine che, per una volta, gli abitanti del quartiere avevano sentito vicino. Un grande segno di vicinanza dello Stato, per troppo tempo assente in quel pezzo d'Italia. Per questo le parole del noto giornalista Andrea Scanzi, che aveva usato toni molto duri senza avere piena coscienza della situazione, non sono andate giù a molti. E in particolare a Rossella Nocera, che Catanzaro e quel quartiere li porta nel cuore, che ha deciso di scrivergli una lettera aperta, che qui riportiamo integralmente.

“Stimato dott. Scanzi,

fino a qualche giorno fa, essendo un’accanita lettrice de “il Fatto Quotidiano”, avrei scritto stimatissimo, ma dopo aver visionato il suo video sui “festeggiamenti” per la fine della quarantena a Catanzaro la stimo un po’ di meno. Lungi da me l’idea di difendere il sindaco Abramo che, oltre ad essere anni luce distante dalla mia visione politica, anzi, esattamente all’opposto, penso abbia la capacità di replicare su quanto affermato su di lui.

Voglio rispondere ad alcune domande che ha posto nel video, dove ha severamente censurato la presunta vigilessa che appariva nel filmato, su “…quella meravigliosa figura accanto al sindaco…” che ha avuto la superficialità, a suo dire, di affermare: “speriamo che questa quarantena abbia portato un sorriso nelle nostre case…”. Ove non bastasse lei ha rincarato la dose commentando: “…ma dove vivete?...” e anche “ …ma che cazzo festeggi?…”.

Da lettrice del suo giornale e quindi abituata a leggere e dire la verità, non le voglio nascondere nulla; la mia è una replica interessata e di pancia a dei commenti che trovo ingiusti e malevoli e, se permette, le spiego il perché. Sono nata a Catanzaro e non essendo questa città ricca come la sua aurea Arezzo, sono stata costretta a emigrare all’età di 8 anni, dato che i miei genitori hanno dovuto trasferirsi per poter avere un lavoro che ci permettesse di vivere; nonostante siano passati oltre 45 anni da quel giorno, ogni volta che posso, torno a Catanzaro e proprio nel mio quartiere che guarda caso è quello dove è ambientato il video che tanto l’ha turbata.

Certo, ha ragione, avrebbero dovuto stare più attenti… prendere il bicchiere dal fondo e non dal bordo, non avrebbero dovuto accalcarsi troppo, ma nella vita succede di sbagliare, ricordo non tanto tempo fa un video in cui lei chiedeva scusa per quello che aveva detto nelle prime fasi dell’epidemia Covid 19, perché in effetti ne aveva dette di fesserie che, poi, ha seriamente e deontologicamente corretto; vede dott. Scanzi, qui siamo a Catanzaro, nella città più povera d’Italia e il luogo che ha osato “festeggiare” è il quartiere più povero di Catanzaro, il quartiere Maddalena, il mio quartiere.

Lì, ovviamente, conosco tutti e con tanti siamo anche parenti.

Soddisfo la sua prima curiosità, la meravigliosa figura accanto al sindaco è Valentina, moglie di mio cugino Johnny (nomignolo affibbiatogli da noi parenti in tenera età); entrambi non hanno fatto uno spot per il sindaco per chissà quale fine, dato che avevano ed hanno davvero tantissime difficoltà lavorative e dove nessuno, ribadisco nessuno, gli ha mai dato nulla, tanto meno questo sindaco; sappia anche che entrambi sono disoccupati (Valentina non è un vigile urbano come da lei erroneamente identificata) con due meravigliosi figli e potrà avere magari una idea più esatta della realtà e, in particolare, della loro condizione.

Quello che forse non sa, è che il filmato che ha visionato lei è l’ultimo di almeno 5 filmati molto simili, dove non c’era nemmeno l’ombra del Sindaco ma c’erano le forze dell’ordine che venivano nel quartiere per aiutare gli anziani non autosufficienti e chi non aveva da mangiare ( perché da noi ci sono per davvero e non a chiacchiere come sono costretta a vedere e sentire in questi giorni in altre latitudini).

Lo squattrinato Johnny ha fatto una cosa che magari a lei, dalla lontana e aurea Arezzo può sembrare cosa da poco: ha ringraziato le forze dell’ordine, (quelle che dipendono dal dott. Gratteri) consegnando loro una lettera da appendere nei loro uffici quando tutto questo sarà finito, sostanzialmente un grazie del quartiere alle forze dell’ordine; in una regione dove c’è l’organizzazione criminale più forte del mondo, questi segnali di legalità, se pur minima, mi creda, non sono da poco e, se permette, non sono da tutti.

È stato fatto per carabinieri, polizia, guardia di finanza e perfino per la capitaneria di porto; lei purtroppo ha potuto vedere solo l’ultimo, quello con i vigili urbani e, quindi, con il sindaco. Le svelo anche la risposta a un altro quesito, quello relativo al “…ma che cazzo festeggi?…” e al “speriamo che questa quarantena abbia portato un sorriso nelle nostre case…”; vede dott. Scanzi, Johnny lo squattrinato, non ha fatto altro che mettere a disposizione degli altri quel poco che ha, in questo caso, un po’ di musica (è un valente musicista), oltre ad aver trasmesso musica la sera per i ragazzi e il Santo Rosario per gli anziani; da noi al quartiere Maddalena questo si fa spesso, si condivide quel poco che si ha con gli altri e si fidi non è retorica, io sono cresciuta lì e i primi anni di vita essendo senza genitori (che lavoravano fuori), ero la bambina un po’ di tutto il quartiere; tanto ho avuto da tanti che davvero poco avevano.

Il legame che ho per la mia terra e, proprio per quel quartiere da lei deriso, mi spinge a scriverle perché davvero trovo le sue parole ingiuste e, chi come lei, spesso parla di giustizia, dovrebbe un po’ pentirsi di essere stato così affrettato nell’esprimere quegli sprezzanti giudizi.

Sa quando è stata l’ultima volta che sono stata a Catanzaro e nel mio quartiere?

A fine Gennaio, per poter partecipare alla manifestazione in favore del dott. Gratteri che, pur avendo fatto un’operazione giudiziaria di portata storica, era stato completamente ignorato dalle testate giornalistiche, fortunatamente non la sua.
Avrei potuto stare a casa a centinaia di chilometri di distanza, dove attualmente lavoro, ma l’orgoglio per la mia terra e di conseguenza per il dott. Gratteri non me l’ha consentito.

Non è propriamente facile sostenere Gratteri e le forze di polizia da qui, da Catanzaro.

Faccia una prova, le darò in uso gratuito la mia casa nel quartiere Maddalena, venga, parcheggi qui la sua cromata Harley Davidson, ci stia almeno 6 mesi e scriva da qui, dal mio quartiere, a favore delle forze di polizia e del dott. Gratteri, vedrà come osserverà diversamente le cose del mondo; le consiglio di venire adesso, nel periodo primaverile o estivo, perché casa dove sono cresciuta è senza riscaldamenti.

Ultimo arcano: il sorriso.

Sono certa che Johnny il musicista intendeva che, in un momento dove il virus ha colpito forte, nel quartiere più povero della città più povera d’Italia, non erano soli ma c’era lo Stato con la S maiuscola; quello Stato che non è mai stato presente in queste strade. Questa volta lo Stato c’era.

E scusi se questo ha portato un sorriso e una speranza a chi non ne ha mai avuta neanche un po’. Se non vuole accettare il mio invito perché magari non è abituato a vivere senza riscaldamenti vada a trovare mio cugino Johnny che, nonostante il disprezzo da lei sprizzato, vedrà che le offrirà anche un caffè. Perché NOI, al quartiere Maddalena, facciamo così.

Rossella Nocera"