Il virus e la morte predona insaziabile che ci ha fatto riaprire gli occhi
La morte, predona insaziabile e ingiusta, ci ha fatto riaprire gli occhi. Ci ha risvegliato dal non pensiero e dal rifiuto di credere, per non lasciarci travolgere dalla malinconia perenne, che la pandemia, purtroppo, continua a vivere in mezzo a noi e a cibarsi delle nostre vite fragili; a colpirci con cinica spietatezza nell’ora della festa, dell’incontro e delle luci colorate, cariche di letizia, che si accedono; a toglierci il sorriso e il sapore perfetto dell’ironia: a rubarci l’incanto degli abbracci e delle strette di mano; a impedirci di essere quello che siamo, ovvero delle creature in cerca ristoro e di mille fiati da condividere.
Un risveglio prevedibile e annunciato che deve indurci alla prudenza, alle necessarie rinunce e al rispetto delle regole, per tutelare la nostra e l’altrui salute. Tutto questo nella speranza che il virus di questo nostro tempo inquieto, confusionario e maligno, abbia al più presto da parte dell’uomo quello che si merita: la definitiva sconfitta e l’oblio.
