"Niente rigore, non c'era fallo": il gesto d'onore di un calciatore calabrese che commuove lo sport (NOME)
Il capitano ammette l’assenza di fallo e fa revocare il penalty. La LND premia il gesto: «Un esempio per tutto il nostro movimento»
Ci sono giornate in cui il risultato passa in secondo piano, oscurato dalla luce di un gesto che riporta il calcio alla sua essenza più pura: quella del rispetto e dell'onestà. Protagonista di questa lezione di stile è Dario Marsala, calciatore del Le Castella, che durante il sentito derby amatori contro l'Us Isola Capo Rizzuto 1966 ha scelto la lealtà rispetto alla convenienza tattica.
Il cronometro segnava il 34’ del secondo tempo. Il Le Castella, sotto 1-2, si era visto assegnare un calcio di rigore dall'arbitro, un'occasione d'oro per riequilibrare le sorti di un match combattuto. È stato in quel momento che Marsala, con una lucidità rara, ha avvicinato il direttore di gara per confessare che non c’era stato alcun contatto punibile con il penalty. L'arbitro, preso atto della sincerità del giocatore, ha revocato la massima punizione.
Nonostante lo svantaggio fosse poi aumentato sul 1-3, la squadra di Marsala ha poi compiuto una rimonta leggendaria, chiudendo il match sul 4-3 finale. Un epilogo che rende il gesto del giocatore ancora più emblematico: la sportività non ha penalizzato il risultato, ma ha nobilitato la vittoria.
Dario Marsala non è nuovo al mondo del calcio. Cresciuto nelle prestigiose scuole giovanili di Reggina e Crotone, ha poi vissuto le sue stagioni migliori tra Promozione ed Eccellenza indossando la maglia dell’Isola Capo Rizzuto.
Oggi, il suo impegno nel calcio dilettantistico è a tutto campo: oltre a guidare il Cutro in Prima Categoria nelle vesti di allenatore, non rinuncia a scendere in campo per il piacere di giocare nel campionato Amatori con il Le Castella.
La Delegazione provinciale della LND di Crotone ha deciso di rompere il protocollo per dedicare una nota ufficiale all'accaduto. «Il gesto di Dario Marsala — si legge nel comunicato — è un esempio di altissimo valore pedagogico per tutti i tesserati, dai più piccoli ai veterani».
In un calcio spesso al centro di polemiche arbitrali, la scelta di Marsala ricorda a tutti che, al di là dei tre punti, la vittoria più bella resta quella conquistata con la propria coscienza.
