"Dando seguito a quanto già avevo anticipato nelle scorse settimane, anche alla luce delle vicende giudiziarie che hanno interessato il Consiglio regionale (il coinvolgimento dell'ex presidente Domenico Tallini nell'inchiesta Farmabusiness, ndr) e che hanno quindi reso ancor più attuale una attività comunque già in programma, giovedì prossimo si riunirà la commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta e dell'illegalità diffusa". A darne notizia è il presidente dell'organismo consiliare, il consigliere Antonio De Caprio, che aggiunge: "Al di là delle vicende giudiziarie che hanno interessato anche figure istituzionali la politica ha il dovere di guardarsi allo specchio e chiedersi se è stato fatto tutto quanto possibile e in proprio potere per allontanare ogni forma di condizionamento della criminalità organizzata".

L'ordine del giorno. Sono due i punti all'ordine del giorno. Con il primo si intende comprendere "lo stato di attuazione, nonché le criticità incontrate presso i vari Dipartimenti della Regione Calabria, nell'applicazione della legge regionale n. 9 del 26 aprile 2018" recante "interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della 'ndrangheta e per la promozione della legalità, dell'economia responsabile e della trasparenza". Col secondo, invece, si intend comprendere quale sia stata "l'attività espletata dai Dipartimenti a seguito dell'introduzione della legge regionale n. 9/2018, nonché per la corretta applicazione del Codice calabrese del buon governo".

Situazione non migliorata negli anni. "Non possiamo non ricordare - continua De Caprio - il travagliato iter, durato anni, che ha portato all'approvazione della legge regionale 9/2018, e che ha visto anche dure contrapposizioni all'interno dell'allora maggioranza di governo regionale guidata da Mario Oliverio. Numerose furono le denunce pubbliche proprio sulla (mancata) attuazione della legge. Oggi, a fronte di una situazione non certo migliorata da questo punto di vista, non possiamo tergiversare. È necessario un cambio di passo rispetto al passato nel modo di fare politica fuori e dentro le istituzioni, ed aspetti fondamentali come la legalità non verranno più lasciati correre come acqua sotto i ponti". "Abbiamo il dovere, in primis nei confronti dei calabresi, di appurare se gli organi regionali hanno dato piena attuazione a quanto previsto da una apposita legge o se vi siano lacune da colmare. A questo serve la nostra commissione - conclude il presidente della commissione regionale contro la 'ndrangheta - e non abbiamo certo intenzione di tirarci indietro".