Il secondo grado del processo celebrato con rito abbreviato davanti ai giudici della Corte d’Assise d’appello di Catanzaro ha portato a una revisione di tre condanne, mentre cinque sono state confermate. Tra le decisioni più rilevanti, l'assoluzione di Rosario Curcio (classe del ’60), precedentemente accusato di essere il mandante dell’omicidio di Massimo Vona, per il quale l'accusa aveva richiesto l'ergastolo.

Le condanne confermate riguardano Diego Garofalo (10 anni), Mario Garofalo (10 anni), Giuseppe Garofalo (8 anni e 8 mesi), e gli stessi 8 anni e 8 mesi per Rosario Curcio. Al contempo, sono state ridotte le condanne per Giacinto Castagnino (8 anni), Antonio Grano (5 anni e 8 mesi, in precedenza 10 anni in primo grado), e Francesco Scalise (8 anni).

L'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro ha rivelato la diffusione dell'influenza della 'ndrangheta di Petilia Policastro nei comuni di Petilia Policastro e Cotronei. Dopo alcune scarcerazioni di esponenti di spicco nel 2014, si è verificata un'escalation di atti intimidatori nel territorio.

L'indagine della Dda ha gettato luce su un caso di "lupara bianca" risalente al 2018, in cui un allevatore è misteriosamente scomparso. Le indagini hanno identificato il mandante e un esecutore materiale dell'omicidio. La vittima è stata attirata in un'azienda agricola a Petilia Policastro con il falso pretesto di discutere degli incendi dolosi subiti nel 2016. Qui è stata uccisa con almeno due colpi di arma da fuoco da un assassino e complici sconosciuti. Il cadavere non è mai stato ritrovato; solo l'autovettura dell'allevatore è stata rinvenuta distrutta dalle fiamme in una stradina interpoderale a Scavino di Petilia Policastro.