Da Briatico a Joppolo passando per Spilinga e proseguendo per Comerconi, frazione di Nicotera. Non dà tregua il Nucleo Ambiente dell'aliquota dei carabinieri in servizio alla Procura di Vibo. Gli uomini del luogotenente Gaetano Vaccari hanno eseguito nella mattinata di oggi un nuovo sequestro all'interno di un'altro depuratore della provincia di Vibo. Si tratta dell'impianto di Comerconi dove sono stati apposti i sigilli alla conduttura by-pass posta nel pozzetto di arrivo dei liquami che, proprio grazie a questo congegno, sversavano, senza alcun trattamento depurativo, nel torrente che conduce a mare.


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Il provvedimento è stato adottato dal gip del Tribunale di Vibo Gabriella Lupoli su richiesta del procuratore Bruno Giordano che ha coordinato e seguito passo dopo passo le indagini condotte sul campo dai carabinieri. Secondo la tesi della Procura sposata dal giudice delle indagini preliminari, il meccanismo, oltre a rappresentare una fraudolenta esecuzione di un contratto concluso con la pubblica amministrazione, permetteva notevoli risparmi con conseguente illecito profitto da parte della società che gestiva l’impianto che in tal modo evitava la depurazione di consistenti volumi di acque fognarie e lo smaltimento in appositi impianti dei rifiuti di risulta (fanghi, sabbie e altro materiale derivante dal processo depurativo), ricevendo indebiti corrispettivi dal Comune di Nicotera.

Sul registro degli indagati è stato iscritto il direttore tecnico della ditta Multiservice scarl, Adriano Ferro, 29 anni. Contestati i reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture, getto pericoloso di liquami. Si tratta dell'ennesima inchiesta firmata dal procuratore Giordano nell'ambito dei reati di natura ambientale e, in particolare, sul malfunzionamento fraudolento dei depuratori sul versante tirrenico Vibonese.