A fianco del sacerdote e referente di Libera le massime autorità istituzionali e politiche della Regione ed il mondo sindacale

Dopo aver appreso il fatto, il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ha immediatamente contattato telefonicamente il sacerdote per esprimergli la propria incondizionata solidarietà e vicinanza e quella della Giunta regionale. “Mi auguro -ha detto Oliverio- che i responsabili di questo ennesimo, vile atto intimidatorio siano al più presto individuati e consegnati all’autorità giudiziaria. Il lavoro di responsabilizzazione e sensibilizzazione che don Ennio e Libera stanno svolgendo a Cetraro, sul Tirreno cosentino e in tutta la Calabria è importante e prezioso. Nei prossimi giorni incontrerò don Ennio per concordare, insieme a lui, iniziative e azioni a sostegno della sua opera e di quanti sono al suo fianco e collaborano con lui. Le popolazioni di Cetraro e dell’intero comprensorio non possono essere lasciate da sole a combattere un nemico subdolo che, attraverso azioni violente e criminali, vorrebbe far ripiombare queste comunità nella paura e nel terrore”. “Sono certo -ha concluso Oliverio- che don Ennio non si lascerà intimorire e che lo Stato e le istituzioni democratiche faranno quadrato intorno a lui e all’intera comunità cetrarese. In tal senso colgo l’occasione per ringraziare quanti, cittadini e istituzioni, si prodigano quotidianamente e con coraggio a Cetraro, nell’Alto Tirreno cosentino e in Calabria, per combattere e debellare la malapianta della criminalità organizzata e per affermare percorsi di legalità e democrazia”.

Occhiuto e Santelli. "Don Ennio Stamile non è solo un prete coraggioso, ma è anche uno straordinario esempio per i giovani. A lui vanno i nostri più sinceri sentimenti di solidarietà per la grave intimidazione subita". Lo affermano, in una dichiarazione, i deputati di Forza Italia Roberto Occhiuto e Jole Santelli. "Si tratta - aggiungono - di un atto vile e infame, che tutta la comunità calabrese deve respingere con la fermezza della verità e non con la menzogna della retorica".

Irto. "L'ultima macabra intimidazione consumata ai danni di don Ennio Stamile indigna tutti i calabresi onesti che ripudiano la 'ndrangheta e che si riconoscono pienamente nel pensiero e nelle azioni di Libera e del suo referente regionale". Lo afferma il presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, dopo il ritrovamento di un capretto sgozzato attaccato all'automobile del sacerdote, a Cetraro. "Già in passato - aggiunge - don Ennio era stato il destinatario di gravi atti intimidatori. Segno,questo, del malessere con cui le forze criminali subiscono la sua opera di evangelizzazione e di impegno civile portata avanti con determinazione, non solo sul Tirreno cosentino ma in tutta la regione. Il fatto poi che da due anni don Ennio ricopra il ruolo di coordinatore di Libera in Calabria carica l'accaduto di maggiore gravità sul piano simbolico. Colpire don Ennio, infatti, significa non solo tentare di condizionare una personalità fortemente esposta sul fronte dell'antimafia, ma lanciare un messaggio di aperta sfida all'intera comunità calabrese che non accetta il giogo mafioso e che lavora ogni giorno per costruire un futuro di libertà e democrazia". "A don Ennio Stamile - dice ancora il presidente Irto - rivolgo un forte messaggio di solidarietà e vicinanza, stringendo in un unico abbraccio ideale anche don Luigi Ciotti e tutti i volontari che, sotto le insegne di Libera, si oppongono alle mafie e danno un contributo straordinario per il progresso della Calabria".

Tassone. "Solidarietà a don Ennio Stabile, parroco e referente di Libera in Calabria, che è stato vittima di un atto intimidatorio in piena regola". Lo afferma, in una dichiarazione, Mario Tassone, segretario nazionale del Nuovo Cdu. "La notte scorsa - aggiunge - qualcuno ha infilato nella sua auto una testa di capretto. Prendere di mira un uomo che incarna la religione, quindi la solidarietà, l'aiuto e i valori puri e semplici, significa non avere nessun rispetto e nessuna pietà". "L'augurio - dice ancora Tassone - è che i responsabili del gesto siano identificati al più presto, con la certezza che non sarà un gesto tanto vile a impedire a don Ennio Stabile di portare avanti la sua missione".

Don Ciotti. "Ancora una grave atto intimidatorio che sollecita le nostre coscienze ad essere più vigili e che ci richiama a sentire sempre prepotente dentro di noi il morso del più, del dare e impegnarci di più. La strada da percorrere nella lotta alla criminalità organizzata ed alle illegalità è ancora lunga ed ognuno, la politica, le istituzioni, i cittadini, é chiamato a fare la propria parte". Lo sostiene, in una nota, don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, in relazione all' intimidazione compiuta ai danni di don Ennio Stamile, coordinatore Libera Calabria. "Resistere - aggiunge don Ciotti - vuol dire esserci, fare, assumerci la nostra quota di responsabilità. Perchè il problema più grave non è tanto chi fa il male, ma quanti guardano e lasciano fare. Siamo vicini a Don Ennio e andiamo avanti, senza paura e senza alcuna esitazione, consapevoli che il nostro impegno non subirà alcun cedimento".

Cgil Calabria. “L’atto mafioso compiuto verso don Ennio Stamile, coordinatore di Libera Calabria è un atto da intendersi contro tutta la comunità che cerca ogni giorno di battersi contro la ‘ndrangheta, per l’affermazione della legalità e della crescita sociale e civile”. Ad affermarlo è la CGIL Calabria che si dichiara “vicina a Don Ennio Stamile e a Libera Calabria”. “Conosciamo da anni Don Ennio, è un punto di riferimento per noi e di tante libere associazioni, di cittadini, di forze sociali, politiche, ed è per questo che da anni conduciamo insieme battaglie comuni su legalità, sviluppo e lavoro, tra le ultime la partecipazione alla manifestazione unitaria Cgil Uil Calabria del 16 novembre e quella recente sul codice antimafia. L’atto intimidatorio non fermerà Don Ennio nelle tante battaglie comuni che continueremo a fare insieme per il riscatto sociale della nostra terra. L’atto intimidatorio non va sottovalutato. Riteniamo sia indispensabile una reazione ed iniziativa della società civile e della politica contro tale atto. Occorre attivare tutte le forme cautelative, pertanto chiediamo alla Prefettura di compiere gli atti necessari per la sicurezza di Don Ennio e di Libera Calabria”.

Falcomatà. "Solidarietà e piena vicinanza al coordinatore di Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie della Calabria, Don Ennio Stamile, vittima nella serata di ieri di un vile atto intimidatorio". È quanto dichiara il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatá. "La comunità calabrese - aggiunge - è ormai ampiamente consapevole dell'opera meritoria di contrasto alla criminalità organizzata, in termini culturali e di impegno civico, promossa da Libera sul nostro territorio. Poche settimane fa, alla presenza di don Ennio a Reggio Calabria, abbiamo presentato l'adesione di otto nuove imprese alla rete di 'Reggio Libera Reggio', un'iniziativa concreta, segno di speranza e di rinascita, che in questi anni ha generato sul nostro territorio un benefico effetto moltiplicatore". "La Reggio onesta, la Calabria onesta - conclude Falcomatà - sono schierate dalla parte di Libera. A Don Ennio ed alle tante associazioni che ogni giorno contribuiscono a rendere viva e vitale la rete antimafia di Libera, va la vicinanza dell'Amministrazione comunale e metropolitana di Reggio Calabria".

Bruno Bossio. "L'inquietante atto intimidatorio perpetrato oggi ai danni di Don Ennio Stamile non deve essere assolutamente sottovalutato, sia per la qualità della vittima sia per il contesto territoriale in cui si è verificato". Lo sostiene, in una nota, la deputata del Pd Enza Bruno Bossio. "Don Ennio Stamile - aggiunge - è non solo il coordinatore regionale di 'Libera', la nota associazione antimafia fondata da Don Luigi Ciotti, ma anche un sacerdote assai impegnato da anni a Cetraro (ad esempio nel noto premio 'G. Losardo') e in Calabria, animatore instancabile di numerose iniziative che vedono protagonisti quotidianamente centinaia di giovani. Tra l'altro deve far riflettere come quello di oggi è solo l'ennesimo atto perpetrato ai danni di persone che proprio in quei territori svolgono una importante funzione di animazione culturale e sociale. Com'è noto, le forze della criminalità organizzata, così tristemente presente nel territorio dell'Alto Tirreno cosentino, da sempre sono avversarie di tutto ciò che può sottrarre ala loro nefasta influenza soprattutto le giovani generazioni. È in ragione di ciò che, nell'esprimere a Don Ennio la mia più affettuosa solidarietà e vicinanza, chiedo alle forze dell'ordine e alla magistratura il massimo impegno per individuare moventi, mandanti ed esecutori del vile gesto intimidatorio". "Pur essendo a fine legislatura, inoltre - conclude Enza Bruno Bossio - credo che la Commissione parlamentare antimafia debba svolgere, sul territorio di Cetraro e dell'Alto Tirreno cosentino, una serie di approfondimenti, per come ho chiesto alla presidente Rosi Bindi appena appresa la notizia".

Fittante.  “Apprendo del vile atto compiuto ai tuoi danni. Ti sono vicino”. Ad affermarlo è Costantino Fittante - Presidente Centro "Riforme-Democrazia-Diritti" Lamezia in merito all’atto intimidatorio a don Ennio Stamile. “Ogni giorno, di fronte ad atti come questo, siamo chiamati ad intensificare l'impegno per la legalità contro ogni forma di condizionamento mafioso, sopraffazione, violenza, corruzione. Sarai come sempre presente e attivo, giuda dei tanti che vogliono impegnarsi nella lotta di liberazione dalle mafie”.

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