Omicidi e ’ndrangheta vibonese: confermato l’ergastolo al boss, pene ridotte per altri vertici (NOMI)
La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha pronunciato la sentenza nel filone omicidi del maxi-processo Rinascita Scott, confermando l’ergastolo per Domenico Bonavota, considerato il boss di Sant’Onofrio, già condannato per il duplice omicidio di Vallelonga del 2002.
Per altri due capi clan, Saverio Razionale e Giuseppe Antonio Accorinti, la Corte ha escluso la premeditazione e ridotto le pene a 30 anni di reclusione. Antonio Ierullo, considerato basista, è stato assolto. Riduzioni di pena anche per Antonio Vacatello, Maurizio Pantaleo Garisto e Valerio Navarra, coinvolti nel sequestro di Rocco Ursino tra Lombardia e Calabria, con condanne tra 11 e 17 anni e mezzo.
La Procura generale aveva chiesto la conferma integrale delle condanne. La Corte ha riconosciuto alcuni capisaldi dell’inchiesta Dda di Catanzaro – dalle “lupare bianche” del 1996 al duplice omicidio Cracolici-Furlano e al sequestro Ursino – ma ha ridimensionato le responsabilità individuali e escluso la premeditazione per alcuni imputati.
