La scomparsa di Latino Fiamingo rappresenta per la comunità di Zungri la perdita di una delle sue figure più rappresentative e del custode della sua memoria orale. Latino Fiamingo era infatti un profondo conoscitore delle dinamiche interne della società contadina e il depositario di vicende umane, sociali e politiche appartenenti ad un passato ormai lontano. Espressione di una prestigiosa famiglia di Zungri; figlio di proprietari terrieri; proprietario terriero egli stesso, è sempre rimasto profondamente legato alla terra. Rimanendo profondamente ancorato alla tradizione contadina ma al tempo stesso senza disdegnare, anzi perseguendo innovative strategie agricolo-produttive. Sempre distinto nei modi e forbito nell'eloquio ha dedicato grande cura e attenzione alla sua complessiva crescita culturale, umana e professionale.

"Era un piacere conversare con lui - è il ricordo di Eugenio Sorrentino - su argomenti che spaziavano dalla politica nazionale e locale, alle difficili prospettive per l'agricoltura; dalla ricchezza archeologica presente sul territorio di Zungri ai contradditori ed ambivalenti rapporti che hanno segnato la società contadina. Le lunghe e pluridecennali conversazioni intavolate con lui, impreziosite dagli arricchimenti della gentile consorte Rosina, da lui garbatamente coinvolta per sollecitare il suo competente contributo, sono state per me una preziosa fonte di conoscenza e di arricchimento umano. Fortemente legato alla sua comunità, Latino ha voluto sancire questo rapporto donando al Museo della Civiltà Contadina di Zungri antichi strumenti e attrezzi di lavoro, ormai difficilmente reperibili. Con grande entusiasmo e interesse, poche settimane fa ha aderito all'invito di partecipare alla presentazione del mio libro "Zungri e Zunculi". Nella circostanza ha chiesto di conversare con l'archeologa Rosalba Piserà; una richiesta da considerare come un'ulteriore indicazione della sua apertura mentale".