L’avvocato Contestabile chiede al collegio dei giudici di astenersi. La decisione nell’udienza del 24 aprile prossimo

È iniziato ieri mattina, davanti al collegio del tribunale di Palmi, il processo “Provvidenza”, nato da un’indagine sulla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Dopo la prima udienza, però, il procedimento potrebbe incorrere in un lungo stop a causa della composizione del collegio giudicante.

Astensione In apertura, infatti, l’avvocato Guido Contestabile ha chiesto l’astensione dei giudici perché, a detta del penalista, «si sarebbe in presenza di tematiche riguardanti la latitanza di Crea Giuseppe in merito alle quali si profila una interferenza tra oggetto del presente giudizio e quello di altri due processi già incardinati dinanzi all’odierno collegio». In poche parole, uno dei capi di imputazione contestati a alcuni imputati nel procedimento “Provvidenza” figurano anche in altri processi trattati dagli stessi giudici.

Rischio lungo stop Il collegio scioglierà la riserva all’udienza del 24 aprile prossimo. In caso di accoglimento della richiesta dell’avvocato Contestabile, si correrebbe il rischio di una paralisi del procedimento, perché gli altri giudici in servizio al Tribunale di Palmi sarebbero nella stessa situazione dei colleghi che compongono l’attuale collegio di “Provvidenza”.

Inchiesta e imputati L’operazione coordinata dalla Dda di Reggio Calabria contro il clan Piromalli è scattata nel gennaio 2017. Nella mattinata di ieri, i 25 imputati che hanno scelto di essere processati con il rito ordinario sono comparsi davanti al Tribunale di Palmi per l’inizio del dibattimento.

Alla sbarra Carmelo e Vincenzo Bagalà; Domenico e Giuseppe Barbaro; Nicola Francesco Comerci, Francesco e Teresa Cordì; Michele D’Agostino, Rocco Dato, Amedeo Fumo, Giuseppe Gangemi, Maria Martino, Girolamo Mazzaferro, Teodoro Mazzaferro (cl. 38), Teodoro Mazzaferro (cl. 75), Vittorio Minniti, Michele Molè, Antonio Piromalli (cl. 38), Giuseppe Piromalli, Vincenzo Rosano, Nicola Rucireta, Rocco Scarpari, Giovanni Scibilia, Gaetano Tomaselli, Giuseppe Antonio Trimboli.

Le accuse Associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, traffici internazionale di stupefacenti e una serie di altri reati, tutti aggravati dalle modalità mafiose, sono le accuse mosse a vario titolo ai 44 coinvolti nel processo istruito dalla Dda: 19 hanno scelto il rito abbreviato e saranno giudicati dal gup di Reggio Calabria, mentre per i 25 rinviati a giudizio, nella mattinata di ieri, l’inizio del processo.