Riflessione critiche di Angela Caligiuri sul decreto approvato dalla struttura commissariale. Appello alle forze politiche, sociali ed istituzionali della provincia

Un decreto che penalizza la provincia di Vibo Valentia. E', in estrema sintesi, quanto sostiene in una nota il direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale Angela Caligiuri. Una prima riflessione apertamente critica sul provvedimento di revisione della rete ospedaliera approvata dal commissario Massimo Scura. Lo scontro in atto tra la Regione e la struttura commissariale si estende dunque ai territori e coinvolge anche la sanità vibonese.

Vibo penalizzata. “Da una prima lettura – commenta la Caligiuri - emerge la conferma di una forte sperequazione tra il numero di posti letto per acuti assegnato all’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, pari a 1,5 per mille abitanti, di gran lunga inferiore non solo agli standard nazionali e regionali ma anche a quello assegnato alle altre Aziende Sanitarie Provinciali della Regione”. Vibo non solo resterebbe Cenerentola d'Italia, ma sarebbe penalizzata anche rispetto a quanto ottenuto dalle altre Asp calabresi.

Tropea e Serra. “Non sono state, inoltre, recepite – aggiunge la Caligiuri - le osservazioni dell’Azienda per l’istituzione dei posti letto di oncologia presso il presidio ospedaliero di Tropea nonché quelle dirette a scongiurare, in considerazione della particolare conformazione geografica del proprio territorio, la riduzione delle postazioni di emergenza territoriale da 5 a 4”.

Confronto con la politica.
In attesa di un approfondimento dei numeri contenuti in provvedimento che avrà notevoli ripercussioni sull'organizzazione dell'azienda sanitaria provinciale e sulle prestazioni di assistenza da erogare ai cittadini, il direttore generale dell'Asp di Vibo Valentia chiama ora a raccolta le forze politiche, sociali ed istituzionali della provincia per un confronto “finalizzato a a fornire risposte concrete ai bisogni di salute della collettività vibonese e garantire alla stessa l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza sul proprio territorio”.

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