Un’azione di forza per ottenere lo sconto sulle consumazioni in un locale di Satriano,  nel Catanzarese, minacciando di morte le bariste e il titolare dell’esercizio commerciale. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro  Debora Rizza ha chiuso le indagini nei confronti di Gerardo Imeneo, 47 anni, di Torre Ruggiero, Graziano Allegrotti, 61 anni di Cardinale e Antonio Allegrotti, 55 anni di Cardinale, sotto inchiesta a vario titolo per estorsione, lesioni personali e percosse. Tutti reati aggravati dalle modalità mafiose.

“Ti ammazzo e ti prendo la testa”. I fatti contestati risalgono al 5 settembre 2019, i due Allegrotti avrebbero pretesto lo sconto sulle consumazioni, minacciando una barista: “Tu non sai chi siamo noi… guarda che sono morto da venti anni e non ho paura di nessuno… stai attenta che non sai contro chi ti sei messa… ti ammazzo e ti prendo la testa e te la taglio in due, … sei solamente una cretina”. Antonio Allegrotti avrebbe perfino spezzato una stecca da biliardo e dirigendosi verso la barista avrebbe affermato: “Finisce tutto quando lo decido io”. Le offese sarebbero state indirizzate anche nei confronti di un’altra collega, riferendo ad entrambe testualmente: “… siete ragazze da letto… siete cretine e scostumate”, lanciando all’indirizzo di una delle due donne, prima il contenuto di una bottiglia di birra e subito dopo una bottiglia di vetro, colpendo la ragazza alla testa. E ancora, dopo aver raggiunto la barista dietro il bancone, Graziano e Antonio Allegrotti le avrebbero afferravano le mani e il collo, graffiandola l’avrebbero spintonata, provocandole lesioni personali consistite in “contusioni, escoriazioni multiple alle braccia e stato ansioso reattivo”.

Le minacce al titolare.  Le minacce e le offese non avrebbero risparmiato il titolare del locale intervenuto per difendere le due bariste. I due Allegrotti lo avrebbero afferrato per le mani per tenerlo fermo, mentre Imeneo, l’avrebbe colpito con due schiaffi sulla nuca, minacciandolo con queste testuali parole: “Ti taglio la testa, animale, bastardo, sbirro, tu non sai chi sono io”.  I tre nel mirino della Procura rispondono anche di danneggiamento per aver messo sottosopra gli arredi del locale, compreso pos, ventilatore, bicchieri, stecche da biliardo, rendendoli in tutto o in parte inservibili.  Gli indagati, difesi di ufficio dall’avvocato Angela La Gamma, avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti, rendere dichiarazioni spontanee o compiere qualsiasi altro atto utile per l’esercizio del diritto di difesa, prima che il magistrato titolare del fascicolo proceda con una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.