Turismo a Vibo, Lega: "Per gli imprenditori balneari non conviene aprire"
L'emergenza sanitaria in corso, e la conseguente crisi economica che ne è derivata, ha portato a un crollo anche del fatturato delle attività turistiche ricettive e balneari. Quando sarà possibile ritornare in spiaggia? "Prima di domandarsi quando aprire le attività ricettive (giugno, luglio?) è doveroso chiedersi chi andrà in vacanza nell’estate 2020". Ad affermarlo Roberto Incoronato, coordinatore cittadino della Lega di Ricadi nonché imprenditore turistico locale, che spiega: "Andranno in vacanza quelli che non hanno già consumato le loro ferie durante il periodo di restrizioni, che con un lavoro stabile avranno ripreso ad avere uno stipendio, che non lavoreranno nel mese di agosto per recuperare questo periodo di stop e quelli che si fideranno di alloggiare fuori dal proprio guscio familiare".
Conviene aprire? "A questo punto - prosegue - c’è da farsi un’altra domanda: quanta richiesta ci sarà rispetto all'offerta complessiva rappresentata da centinaia di alberghi, camping, case vacanze e B&B? La risposta ci porterà, purtroppo, ad una altra riflessione. Conviene aprire? Sarà possibile solo attraverso un forte sostegno economico del governo e della Regione Calabria".
Appello alla Santelli. "L’appello è rivolto alla nostra Presidente Jole Santelli della Regione Calabria , oltre al neoeletto assessore al turismo Fausto Orsomarso, ma non meno al vice presidente Antonino Spirlì, insediati da poco. Si spera che il settore turistico possa da una parte mettere in sicurezza finanziaria le attività almeno fino al 30/09/2021, attraverso una possibile completa detrazione fiscale, dall’altra creare condizioni agevolate per garantire l’assunzione dei lavoratori stagionali e inoltre stimolare gli italiani a soggiornare in Italia per le loro vacanze".
Le amministrazioni locali sospendano le tasse. "Anche le amministrazioni locali - conclude Incoronato - dovranno attivarsi per sospendere le tasse locali, eventualmente rateizzandole nel tempo. Con l’auspicio che il grido d’allarme degli imprenditori locali sia ascoltato, con i dovuti provvedimenti del caso, preoccupati per tutte le spese che annualmente sono costretti ad affrontare per migliorare e adeguare le proprie attività turistiche ricettive, che solo con la stagione estiva può far rientrare per reinvestire, non solo per il benessere dei propri clienti, ma soprattutto per la nostra buona Terra di Calabria".
