Il Codice "Romano-Carratelli", costituito da un centinaio di affreschi che raffigurano la Calabria di qualche secolo addietro, diviene sempre più testimonial della cultura e dell'identità della nostra Regione in Italia e nel mondo. Un vero e proprio unicum nel suo genere che il legittimo proprietario, l'ex parlamentare e sottosegretario vibonese, continua a rendere noto nella speranza di fare luce su un periodo storico che altrimenti, sul piano iconografico, rimarrebbe ai più sconosciuto.

L'opera ha "varcato", nei giorni scorsi, addirittura l'ingresso del Quirinale ed è stata sottoposta all'attenzione del Capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione di una visita privata, durata circa 40 minuti, nel corso dei quali il Presidente della Repubblica si è intrattenuto con l'ex parlamentare vibonese e con i suoi due figli.  Sotto la lente d'ingrandimento, una serie di affreschi del XVI-XVII secolo - raffiguranti decine di torri costiere calabresi - tracciati con colori naturali, che presentano un testo illustrativo nell'elegante grafia cancellieresca dell'epoca, facile da decifrare. Un'opera pregevole, esaminata da Mattarella "con l'interesse e la consapevolezza" figlia di una passione profonda per il genere, coltivata negli anni.

codice-carratelli-3Il "Codice" ha permesso a due vecchi amici di intrecciare nuovamente i rispettivi percorsi esistenziali. Numerose, d'altronde, sono state le circostanze storico-politiche e le alterne vicende dell'esistenza umana che, in un passato neppure più tanto recente, legarono l'esperienza di Domenico Romano Carratelli e quella dell'attuale Capo dello Stato. Entrambi furono tra i 40 costituenti del Partito Popolare prima e della Margherita poi. Ed entrambi divennero fautori e sostenitori del disegno di legge sulla riforma del servizio di leva.

Seguirono da vicino, Carratelli e Mattarella, le sorti dei governi Prodi, D'Alema e Amato, a cavallo dei due millenni. E la codice-carratelli-2nomina dell'ex parlamentare vibonese a sottosegretario ai Lavori Pubblici fu la logica conseguenza che egli rientrasse nel cerchio magico di Mattarella. Basti rammentare la presenza dell'attuale Presidente della Repubblica a Vibo in occasione della dipartita della sua consorte. Negli anni, insieme all'amicizia, è rimasta immutata la passione per l'arte e la pittura: "Ecco perchè -ha detto visibilmente emozionato Carratelli - la visita al Quirinale è stata per me e per i miei figli una bella giornata. Un'occasione in più per comprendere che il Codice, sul piano iconografico, raffigura una Calabria della quale altrimenti non avremmo quasi avuto notizia". (t.f.)