La Procura di Catanzaro ha notificato la conclusione delle indagini per 27 persone coinvolte nell'operazione Scolacium, che ha smantellato i clan Catarisano e Bruno, attivi su un vasto territorio tra Squillace e Catanzaro. I Catarisano controllavano Roccelletta di Borgia e l’area industriale di Germeneto, mentre i Bruno dominavano Vallefiorita, Amaroni e Squillace. Entrambi i clan esercitavano un «controllo assoluto» su tutte le attività commerciali e imprenditoriali, tra cui il settore boschivo, il commercio, la ristorazione e il turismo, estorcendo denaro da chiunque operasse sul territorio. Un caso esemplare riguarda un imprenditore delle energie alternative, che per ottenere il via libera a un parco eolico dovette fornire materiale edile per 250mila euro, usato per costruire la casa della moglie di un affiliato. In un altro caso, Paolo Bova, imprenditore accusato di concorso esterno, avrebbe avuto un rapporto continuativo con la cosca Bruno, utilizzando questa connessione per proteggere la sua impresa e eliminare la concorrenza. In cambio, Bova avrebbe messo a disposizione il suo capannone per incontri tra esponenti della cosca e imprenditori estorti, riscuotendo tangenti per conto del clan.