Spesa "fuori controllo" al Comune di Vibo, botta e risposta Limardo-Costa
Scontro a muso duro tra il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo ed il suo predecessore Elio Costa. Nei giorni scorsi, l'attuale primo cittadino aveva evidenziato, con riferimento anche al periodo dell'esecutivo guidato dall'ex magistrato, che "per anni è mancato il controllo della spesa": è un fardello pesante quello ereditato da Maria Limardo, "per utilizzare il tempo anche a dare ascolto ai "buoni" consigli di chi fino a ieri ha dato il cattivo
esempio".
"Il risanamento dei conti e la discontinuità sono stati avviati da questa amministrazione". In concreto, cosa significa? "Vuol dire che fino al 2018 tutti i conti consuntivi erano in disavanzo e non esisteva alcun controllo sulla gestione della spesa, talvolta sovradimensionata rispetto alle capacità reali di bilancio". Detto così, i non addetti ai lavori faticherebbero a comprendere. "E allora -aveva tuonato Maria Limardo -sarò più diretta: non intendo dire che altri abbiano fatto falso in bilancio, ma di sicuro esistono alcuni punti oscuri". Quali? "Si sono stimati ripetutamente al ribasso il fondo per il Fondo crediti di dubbia esigibilità, le passività potenziali e il fondo contenziosi che incidono sul risultato di amministrazione". Un esempio? "Se aumento il fondo per il contenzioso da 60mila a 600mila euro, è ovvio che c'è un prezzo da pagare" sul bilancio.
E ancora: "Non accetto - aveva ribattuto il sindaco -che si faccia di tutta l'erba un fascio. C'è la corte dei conti che certifica come è stato gestito il Comune negli anni scorsi. E dal 2014 si registra un disavanzo costante". Con conseguenze inevitabili per la città: "Mi sembra ovvio – aveva ripreso il capo dell'esecutivo - che se anziché partire da zero, partiamo da meno 3.8 milioni nel bilancio di previsione, ci stiamo precludendo molte spese". Ciò significa, "meno decoro, meno servizi, meno progettualità". E non finisce qui, perché
le cattive notizie continuano ad arrivare. "Ne vuole una? Ulteriori 5 milioni di debito legati al passato". Ancora debiti? "Esattamente. Si tratta di 1.2 milioni già in bilancio per il conguaglio della tariffa sui rifiuti; 3 milioni per sentenze di condanna legate ad espropri; ed addirittura, 1.6 milioni di decertificazione del Psu". Ovvero? "Un finanziamento speso per rifare il centro storico nel 2004 per il quale la Regione chiede indietro tale somma, su input dell'Ue, poiché le rendicontazioni non sono state effettuate correttamente". Insomma, "paghiamo un prezzo alto noi, quando ancora questa amministrazione non ha riconosciuto nemmeno un debito fuori bilancio ad essa riconducibile". Piuttosto, "siamo costretti a tappare falle del passato, pur avendo messo in campo operazioni che aiuteranno in modo significativo la città. Due su tutte: Psc e Pennello, ma se ne parlerà a tempo debito".
La replica. Parole che non avrebbero lasciato in silenzio Elio Costa. L'ex primo cittadino ha preso carta e penna e ha ribattuto al vetriolo: "Ancora una volta, l'ennesima, sono costretto a costatare che la Sindaca Limardo fa la bella addormentata, per cercare di nascondere il fallimento della sua amministrazione che, come dicono molti cittadini ha ridotto Vibo Valentia in macerie".
Infatti, "ricordo alla Sig.ra Sindaca che il sottoscritto quando si è insediato ha trovato un fondo cassa pari a 4.246.629,28 euro a fronte di fondi vincolati da ricostituire pari a 26.208.301,70 euro, mentre al termine del mio mandato l'entità dei fondi vincolati da ricostituire ammontava ad 10.411.893,45 euro con un fondo cassa di 14.099.789,61 euro.
Inoltre faccio presente alla Sig.ra che i bilanci approvati dalla mia Amministrazione sono stati redatti in ottemperanza alle norme di legge vigenti e che se la stessa ha dubbi può, comunque, chiedere lumi al nipote Francesco Pascale - già presidente del Consiglio con D'Agostino e assessore al commercio nella mia Giunta - o all'attuale assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo - che ha fatto da consulente gratuito alla passata amministrazione ed ha espresso un proprio motivato e parere professionale, dopo avere analizzato con attenzione la situazione finanziaria dell'Ente".
Oppure "può chiedere informazioni al suo principale sostenitore politico, Giuseppe Mangialavori, il quale ha condiviso tutte le scelte e decisioni dell'Amministrazione da me guidata e ha consigliato, sulle questioni bilancistiche, di chiedere parere proprio a Maria Teresa Nardo, partecipando egli stesso ad alcune riunioni tenute dall'Amministrazione con l'allora Consulente".
Comunque, "ricordo alla Sindaca, se per caso le sfuggisse, che se ritiene che i bilanci dell'Ente nel passato siano stati falsati sarebbe suo dovere darne notizia nelle sedi competenti e prendere immediatamente provvedimenti nei confronti del Dirigente, che se non erro è attualmente il medesimo di quando io ero Sindaco. Inoltre faccio presente alla Sindaca che i due risultati di cui si vanta come se fossero stati realizzati dalla sua Amministrazione (PSC e Pennello) in realtà sono stati sostanzialmente fatti dalle precedenti e l'attuale ha solo, peraltro con tempi lunghissimi, realizzato atti di presa d'atto. Pertanto invito la Sindaca a dare informazioni più trasparenti e veritiere alla cittadinanza ed a cercare, per quanto ne è capace, di amministrare la città in modo migliore di quanto fino ad ora è riuscita a fare, senza cercare di addossare colpe a chi c'era prima per nascondere le sue incapacità"
