'Ndrangheta e usura, rideterminata pena per imputato vibonese (NOME)
La Corte d'Appello di Catanzaro, Terza Sezione Penale, è intervenuta per rideterminare la pena a carico di D'Andrea Giovanni Claudio, nato a Vibo Valentia il 27.10.1986, già condannato per reato associativo e usura pluriaggravata.
Il detenuto, per questa causa presso la Casa Circondariale di Lanciano, aveva richiesto la dichiarazione di non esecutività della precedente sentenza di condanna della Corte d'Appello di Catanzaro e, conseguentemente, la sospensione del provvedimento di esecuzione emesso dalla Procura Generale.
L'istanza si configurava come opposizione all’esecuzione della sentenza e al calcolo provvisorio operato dal procuratore generale presso la Corte d'Appello, che, dopo l'annullamento della Cassazione, aveva indicato una pena provvisoria da espiare pari a 9 anni e 4 mesi di reclusione.
La pena iniziale per D'Andrea era stata quantificata in 12 anni e 8 mesi di reclusione.
A seguito di ricorso, la Suprema Corte di Cassazione ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata "in ordine all'aggravante di cui all'art. 416-bis, comma 6, Cod. Pen.", rigettando i ricorsi nel resto. La Cassazione ha rinviato al Giudice di merito solo per la rideterminazione della pena. L'annullamento ha determinato l'esclusione dell'aggravante prevista dal comma 6 del 416-bis c.p..
I difensori di D'Andrea, gli avvocati Brancia e Cianferoni, avevano proposto opposizione al calcolo provvisorio, chiedendo una pena inferiore rispetto ai 9 anni e 4 mesi.
La Corte d'Appello di Catanzaro ha applicato il principio del "giudicato parziale". Poiché l'annullamento ha riguardato solo una circostanza e non la responsabilità, e poiché la pena residua sul reato associativo era già pari al minimo edittale (12 anni, ridotti a 8 per il rito), essa è stata ritenuta non modificabile in melius dal giudice del rinvio.
La pena base per il reato più grave (art. 416 bis commi 1 e 4 c.p.) non poteva essere inferiore al minimo edittale di 12 anni. Applicata la riduzione per il rito abbreviato, la pena base è scesa a 8 anni di reclusione.
Aggiunti gli 8 mesi di reclusione per la continuazione relativa al reato satellite (usura pluriaggravata).
La Corte d'Appello ha quindi rideterminato la pena definitiva da applicarsi all'istante in anni 8 e mesi 8 di reclusione, accogliendo di fatto l'istanza della difesa contro il calcolo provvisorio del Procuratore generale.
