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Colpo di scena nell’inchiesta della Procura di Lamezia Terme sul cosiddetto “Gruppo Perri”. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato il sequestro preventivo da oltre 5,9 milioni di euro disposto nei confronti dei fratelli Francesco Perri e Pasquale Perri, ordinando la restituzione dei beni e delle quote societarie sottoposte a vincolo.

Il provvedimento era stato eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Catanzaro su delega della Procura lametina. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due imprenditori, ritenuti amministratori di fatto e di diritto di diverse società, avrebbero emesso tra il 2010 e il 2020 fatture per operazioni inesistenti per oltre 110 milioni di euro, con un presunto sistema finalizzato all’evasione di Iva e Ires.

Al centro dell’indagine anche il dissesto della società “Nuova Nave srl”, che secondo gli inquirenti sarebbe stata svuotata attraverso l’emissione di fatture relative a “premi” e “contributi promozionali”, fino al fallimento dichiarato dal Tribunale di Lamezia Terme nel 2021.

Ai due fratelli erano contestati i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio. I difensori, gli avvocati Salvatore Staiano, Aldo Ferraro e Michele Cerminara, hanno impugnato il sequestro davanti al Riesame, sostenendo la regolarità dei rapporti commerciali tra le società del gruppo e la società fallita.

Nel ricorso è stata inoltre evidenziata la natura dei “premi commerciali”, ritenuti una prassi diffusa nel settore della grande distribuzione alimentare.

Il Tribunale, accogliendo le tesi della difesa, ha quindi disposto l’annullamento del sequestro e la restituzione dei beni.